Non solo retromarce, ma anche revoche. Infatti, il dirigente del settore patrimonio, Luigi Puzziferri, dopo essere stato invitato dall'assessore al ramo, Cecilia di Lernia, a revocare il recente bando per la concessione di due chioschi, ha nel frattempo annullato le aggiudicazioni, risalenti al 2020, delle concessioni del chiosco di piazza Gradenigo, all'operatore economico Rana, e di quello di piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa, all'operatore economico Tucci.
Entrambi, infatti, «nonostante i continui e ripetuti solleciti», secondo quanto si legge nel provvedimento, non avevano fornito interamente la documentazione propedeutica alla sottoscrizione del contratto. In mancanza di tali adempimenti, l'amministrazione aveva già comunicato ad entrambi l'avvio del procedimento di revoca dell'aggiudicazione, che alla fine si è consolidata.
Adesso si procederà con lo scorrimento delle relative graduatorie: per quanto riguarda il chiosco di piazza Gradenigo, i successivi operatori sono nell'ordine Laraia, Vf for Food, Tucci e Smile; per quanto concerne piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa figurano Belgiovine, Lacalamita e Lapegna.
Di quella gara, pertanto restano in piedi tre sole aggiudicazioni, di cui appena una ha visto il concessionario realizzare i lavori ed aprire l'attività: si tratta di Saverio Spallucci che sul lungomare Cristoforo Colombo ha avviato una rivendita di hamburger che occupa 34 metri quadrati e mezzo e per la quale paga al Comune 2100 euro mensili su una base d'asta di 556.
Il chiosco del piazzale Santa Maria di Colonna, di 19 metri quadrati, aggiudicato all'operatore Ragno per 3.000 euro mensili su una base di gara di 215, non è stato ancora oggetto di lavori e resta per il momento chiuso.
Lo stesso dicasi per l'edicola-rivendita di giornali di piazza della Repubblica, il cui chiosco di 5 metri quadrati e mezzo è stato aggiudicato all'operatore Foubet per €271 mensili su una base d'asta di 111, ma è tuttora chiuso.
In ogni caso, almeno sulla carta, l'esito della gara ha determinato offerte fino a 14 volte superiori l'importo a base d'asta. E così, in un anno, quando si andrà a regime, il Comune incasserà quasi 84.000 euro rispetto ai poco meno di 20.000 che cinque dei sei chioschi assegnati sommavano a base di gara.


