Il parco è dotato di videosorveglianza, ma le telecamere sono orientate verso il cielo. Un cittadino ci dice di avere un foto panoramica del parco scattata il 2 settembre e le telecamere erano in posizione corretta, quindi l'eventuale spostamento è avvenuto fra il 3 ed il 13 settembre.
Ne conseguono due semplici considerazioni: il parco non è videosorvegliato, poiché i dispositivi non inquadrano l'area interessata; e soprattutto, più i giorni passano, più si comprende che le immagini, in ogni caso, non le guarda nessuno altrimenti le telecamere sarebbero state nuovamente riposizionate.
Il motivo per cui si trovano perpendicolari al suolo, con gli obiettivi rivolti verso le stelle anziché l'area pubblica, possono essere facilmente supponibili: gli stessi gruppi di ragazzi che imperversano nella zona, spesso rendendosi protagonisti di atti di teppismo, potrebbero essersi arrampicati fino alla vetta del palo di sostegno ruotando le telecamere per agire indisturbati.
Così forse, proprio a causa della certezza della non utilizzabilità delle telecamere, negli ultimi tempi gli episodi di danneggiamento ed intemperanze sono aumentati. Per prima cosa sono stati rotti molti corpi illuminanti che si trovano lungo i camminamenti del parco e poi sono aumentati anche gli abbandoni di rifiuti in tutta l'area.
Non da ultimo, sempre più numerosi ragazzi giocano nel vicino campo di calcio Vincenzo Povia, sabato scorso ne hanno bruciato parte del manto erboso sintetico e spesso si rendono protagonisti di raid vandalici all'interno della scuola media Bovio. Le telecamere avrebbero potuto inquadrare i responsabili fino lì ma, nella posizione in cui si trovano, non nocciono a nessuno.
Quanto accade in quell'area appare la più palese e plastica dimostrazione del fatto che non basta inaugurare un parco se, poi, non si è nelle condizioni di mantenerlo. È chiaro che la custodia di un sito come quello dipende anche e soprattutto dal senso civico dei cittadini, ma poiché non tutti ne sono dotati servono anche i controlli, che evidentemente scarseggiano.
E così, e non soltanto in via delle Tufare, si assiste ad un progressivo peggioramento dello stato dei luoghi: infatti, a fargli compagnia c'è anche il non distante parco di via Grecia, detto «dei Cinque sensi», ma che forse andrebbe ridenominato «dei Quattro sensi»: infatti quello della vista (delle telecamere) anche qui potrebbe essere soltanto scritto sulla carta.
