Nel 2015 tutti ci fecero un'intera campagna elettorale, perché in quel momento storico il Comune sembrava sull'orlo del fallimento e tornava comodo cavalcare l’onda dei conti in rosso.
Nel 2022 il rischio di default non c’è più, le casse comunali sono state messe sufficientemente in sicurezza, ma alcune criticità permangono e hanno indotto la Corte dei conti pugliese a formulare nuove osservazioni.
Alle stesse la giunta comunale aveva già risposto, ma la delibera dell’organo di controllo andava portata in consiglio comunale per la rituale presa d’atto: ebbene, come da verbale recentemente pubblicato all’albo pretorio, nella seduta dello scorso 29 luglio neanche un intervento, una parola che fosse una. Dopo la breve relazione dell'assessore al ramo, Luca Lignola, si è andati direttamente al voto.
E così si fa sempre più assordante il silenzio dell'organo elettivo tranese sugli argomenti di maggiore rilievo e delicatezza per la comunità. Sull’urbanistica per ben due volte vi era stata la possibilità di chiedere che il consiglio comunale si riunisse per discutere alcuni piani esecutivi: risultato, nel primo caso (2019) zero richieste e nel secondo (2022) una sola (Branà).
Oggi, sulle questioni contabili intorno alle quali ruotano l'equilibrio finanziario dell'ente e, di conseguenza, la sua capacità di programmazione, manco una parola spesa in aula finanche da parte della minoranza, che pure poco prima si era spesa per farsi approvare all’unanimità una imperdibile mozione sulla siccità, problema che appare non proprio esclusivo appannaggio di Trani.
Non deve essere parso vero al buon Luca Lignola che nessuno abbia mosso rilievi, posto domande, provato a stanarlo su questioni tecniche o anche solo politiche. Una volta si facevano i pre-consigli per affilare le armi del dibattito, oggi sembrano scomparire sia i pre-consigli, sia il dibattito.
Ricapitolando: parola all'assessore al ramo; breve relazione; richiesta del presidente circa eventuali interventi; nessuna risposta; votazione della presa d'atto per appello nominale con un risultato per altro fortemente indicativo di un disinteresse generale: 12 voti favorevoli, 3 astenuti e tutti gli altri assenti (alcuni giustificati), sindaco compreso. L’assemblea è formata di 33 membri e la circostanza della seconda convocazione non può essere una giustificazione, visto che sulla siccità avevano votato in 21.
Vale allora la pena, in questo caso, riportare l'esito preciso della votazione sulla «Presa d'atto della delibera della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, numero 85 del 2022, e delle correlate misure organizzative e azioni di miglioramento adottate con delibera di giunta comunale del 7 luglio 2022»: Bottaro Amedeo assente; Palumbo Filiberto, assente; Laurora Tommaso, astenuto; Branà Vito, assente; Marinaro Giacomo, favorevole; Cormio Patrizia, favorevole; Cornacchia Irene, assente; Avantario Carlo, favorevole; Cuna Federica, assente; Di Tullo Denise, favorevole; Mannatrizio Anselmo, favorevole; Ruggiero Carlo, favorevole; Parente Lia, favorevole; Loconte Antonio, assente; Befano Antonio, assente; Di Meo Donata, assente; Lops Michele, assente; Corrado Giuseppe, favorevole; Biancolillo Claudio, favorevole; Topputo Vincenzo, favorevole; Cirillo Luigi, favorevole; di Gregorio Michele, assente; Mastrototaro Giuseppe, assente; Angiolillo Antonio, assente; Morollo Luca, favorevole; Di Leo Giovanni, assente; De Toma Pasquale, assente; Centrone Michele, assente; Ferri Andrea, assente; Cozzoli Emanuele, assente; Laurora Erika, astenuta; Corraro Felice, astenuto; Scialandrone Mariangela, assente.
Una volta alcuni dei protagonisti di questa scena muta avrebbero fatto i «conti» con i rispettivi segretari di partito. Oggi quasi certamente non renderanno ragioni né a queste figure, ammesso e non concesso che esistano ed abbiano un vero ruolo di coordinamento dell’azione politica, né ai cittadini, che al momento della valutazione in cabina elettorale potrebbero avere già abbondantemente dimenticato.
