La cultura tranese piange il professor Felice Spaccucci: aveva 87 anni ed era noto, oltre che per la brillante carriera scolastica, per essere stato uno dei massimi e prolifici autori tranesi a cavallo fra seconda metà del '900 e prime due decadi del 2000.
Docente di matematica applicata negli Itc, parallelamente al suo vero e proprio lavoro «si interessa, con intenti prevalentemente agiografici, di studi storici relativi alla chiesa ed alle chiese locali - scrive di lui Domenico di Palo ne «La cultura del '900 a Trani» (Schena, 1996), per i quali ha ottenuto onorificenze delle accademie Tiberina e Tommaso Campanella (Roma) e Teatina per le scienze (Chieti)».
Il manifesto che ne annuncia la morte lo descrive come «Accademico tiberino, terziario francescano e figlio spirituale di San Pio, storiografo e grande cultore del miracolo eucaristico di Trani, confratello onorario dell'Arciconfraternita dei Bianchi».
È stato uno dei massimi studiosi della storia di Padre Pio, cui ha dedicato un'intensa attività spirituale nel Gruppo di preghiera con sede presso la chiesa di sant'Andrea, ed in merito al quale ha scritto numerose opere (insieme con molte altre sempre a sfondo religioso) prevalentemente a quattro mani con un altro famoso docente, Giuseppe Curci, già venuto a mancare nel 2019.
La loro ultima fatica comune è stata «Don Giuseppe Rossi, prete eroico», uscito nel 2017 per i tipi di De Biase, di Ruvo di Puglia. La prima opera di Felice Spaccucci era stata «Padre Pio risponde», costituita di due volumi il primo deu quali stampato a Napoli, nel 1966, ed il secondo a Molfetta, nel 1967.
Le esequie si terranno questo venerdì, 16 settembre, alle 10:30, presso la chiesa madre del civico cimitero.

