«L'unico messaggio che possiamo lanciare è stare attenti, essere sempre vigili, vedere quello che ci accade intorno e fare in modo che determinate cose non accadano più».
Così Tina Montinaro, vedova di Antonio, uno degli agenti della scorta di Giovanni Falcone, morto con il giudice nella strage di Capaci del 1992. La signora Concetta è tornata a Trani oggi, a 9 anni di distanza dall'inaugurazione di Palazzo Borsellino, in Piazza Mazzini, e lo ha fatto all'ombra della teca che contiene i resti dell'auto della scorta saltata in aria, e fra i ragazzi delle scuole medie e superiori in favore dei quali si spende ogni giorno per parlare di legalità.
«La strage di Capaci non appartiene a Tina Montinaro o a Giovanni e Gaetano, che sono i miei figli - continua la vedova dell'agente -, non appartiene a Palermo ma appartiene all'Italia intera. E quindi è giusto che i ragazzi in primis, ma tutti i cittadini sappiano. È naturale parlare ai ragazzi, però io penso che bisogna rivolgersi anche agli adulti».










