Le dimissioni dell'assessore al patrimonio, avv. Cecilia Di Lernia, per divergenze (così almeno sembra) con il sindaco sui bandi di gara per affidare due immobili comunali molto vicini fra loro su Piazza Marinai d'Italia deve far riflettere.
Qualcosa non va nei meccanismi della dinamica politica delle sinistre, al governo di questa nostra città ormai da troppo tempo.
Le dimissioni dell'assessore al patrimonio (sempre disponibile) che seguono di pochi giorni quelle dell'assessore all'ambiente, avv. Pierluigi Colangelo, presidente del circolo tranese di Legambiente, non possono passare inosservate e sono meritevoli di approfondimenti.
Se un assessore al patrimonio chiede di revocare o rivedere dei bandi di gara vuol dire che non ha interagito per nulla e preventivamente con il dirigente competente, il quale segue solo ed esclusivamente le direttive di qualcun altro. Chi ??
Se un assessore all'ambiente non riesce a far eseguire la doverosa potatura delle parti secche degli alberi in Piazza della Repubblica, dopo aver fatto eseguire il trattamento endoterapico dall'AMIU (il che non è proprio il massimo, non ce ne voglia la nostra azienda), allora è giusto e dignitoso che si dimetta.
Insomma la mia impressione è che le versioni ufficiali di queste dimissioni nascondano in realtà un mondo di vergogne, come le foglie di fico delle statue del Foro Italico poste a copertura di cose che non si vogliono far vedere. Io ritengo che sia giunto il momento che qualcun altro prenda dignitosamente atto di una nave che affonda e rassegni Lui stesso le dimissioni.
Consigliere della Lega Trani, Giovanni Di Leo
