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«Storia della cultura fascista», il saggio di Alessandra Tarquini presentato ai Dialoghi di Trani

Una esposizione chiara e rigorosa, frutto di studi della Prof.ssa Alessandra Tarquini, Ordinaria di Storia Contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, che ha captato l’attenzione dei numerosi presenti in Piazza Quercia, soprattutto giovani studenti, per “I Dialoghi con la Storia”. Sarà stato per il tema? Non lo possiamo escludere, ma è un dato di fatto che la cultura di oggi continui ad analizzare ciò che siamo stati, in questo caso attraverso un saggio “STORIA DELLA CULTURA FASCISTA” Ed. Il Mulino, dove si legge come il regime fascista di Benito Mussolini, dal 1922 al 1943, diede vita ad uno Stato totalitario che trasformò radicalmente la vita di milioni di persone nella accezione di ritenere che l’esistenza degli italiani avesse un senso esclusivamente all’interno dei propositi e delle attività del regime stesso, celebrando, in questo senso, il primato della politica su tutte le altre manifestazioni della vita moderna e credendo che la cultura fosse uno strumento per realizzare la nuova civiltà nata con la presa del potere.
La Prof.ssa Tarquini, nel tratteggiare l’universo culturale fascista, ha spiegato ai presenti come il suo lavoro segua tre direttrici: la politica culturale del regime, la condizione delle diverse arti e discipline, l’ideologia che contrassegnò lo stato totalitario; lo scopo del saggio è stato quello di cercare di rispondere alla domanda "perché uomini e donne di cultura dedicarono il loro tempo, la loro creatività e il loro lavoro al servizio di Mussolini”, guardando alla politica culturale messa in atto dal partito e dal governo fascista e concentrandosi sugli intellettuali e sugli artisti che contribuirono alla ascesa ed al consolidamento del fascismo che delineava una ideologia come un sistema di visioni, di ideali e soprattutto di miti, capace di orientare l’azione politica e di promuovere una precisa concezione del mondo.
Importante, nel volume, così come ampiamente argomentato da Alessandra Tarquini, come sia stata incisiva la politica formativa del regime sui giovani, basti pensare alla Gioventù italiana del littorio arrivò ad associare quasi sei milioni di ragazzi o alla riforma dell'istruzione voluta da Giovanni Gentile: ambedue restano un passo fondamentale del regime fascista che avevano l’intento formativo di perseguire la visione utopica della costruzione dell'uomo nuovo.
Nel video l’intervista alla Prof.ssa Alessandra Tarquini

https://www.youtube.com/watch?v=Q6mS0PVfUfI

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