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«Un grande fra i grandi»: Trani, l'omaggio del circolo del cinema Dino Risi a Renzo Montagnani

«Un grande fra i grandi». Così Lorenzo Procacci leone ha introdotto e presentato Renzo Montagnani nella serata omaggio tenutasi ieri al circolo del cinema Dino Risi, per la presentazione del libro di Domenico Palattella «Renzo Montagnani, un uomo libero», edito da Dellisanti, co-autore Raffaello Castellano, prefazione di Marco Giusti.

In occasione della serata erano presenti l'attore, Lucio Montanaro, che ha condiviso molti film con Montagnani, ed ancora l’editore, Antonio Dellisanti, il professor Vito Santoro, il regista Giuseppe del Curatolo ed il poeta marinaio Giuseppe Isim Laurora, che ha letto una sua composizione dedicata a Montagnani e Montanaro.

Procacci Leone non ha esitato a definire Montagnani «un attore di grandissimo rilievo ingiustamente considerato fra i minori», nonostante la sua carriera abbia dimostrato l'esatto contrario.

Gli autori hanno infatti posto in risalto la sua estrema versatilità e, addirittura, quanto lo esaltassero i ruoli drammatici e quanto lui stesso ammettesse – come si è visto in un pregevole filmato durante un’intervista da Raffaella Carrà - che la cosa più difficile era fare ridere, circostanza in cui peraltro risultava molto bravo.

Bellissimo, nello stesso video, l’estratto da Amici miei atto secondo, che vide Montagnani entrare nel poker degli attori bischeri completato da Ugo Tognazzi, Adolfo Celi e Gastone Moschin.

Montanaro poi - a sua volta applaudito durante la proiezione di una scena de «La soldatessa alle grandi manovre», in cui appare con Montagnani ed Alvaro Vitali – a tratti commosso nel ricordo del suo amico, alla domanda su quando avesse incontrato Montagnani per l'ultima volta non ha saputo dare una risposta, se non la seguente: «Io Renzo lo vedo sempre, anche adesso che non c'è più».

La serata è arrivata a 25 anni esatti dalla morte di Renzo Montagnani, avvenuta il 22 maggio 1997 a Roma. Era nato l’11 settembre 1930 ad Alessandria, ma viene ricordato come uno dei grandi attori della scuola toscana e lo si ricorda anche a Trani, per avere recitato nel ruolo di protagonista al teatro Impero, nel 1987, de «Il senatore Fox», circostanza nella quale l'odierno cronista realizzò la sua prima intervista radiofonica fra mille emozioni e la mano tremante.

In quell'occasione Montagnani notò il disagio ed ebbe un atteggiamento del tutto paternalistico: «Si cresce sul campo facendo tanta gavetta, come ho fatto io, fra rinunce, sacrifici, fatica e costanza: prima o poi i risultati arrivano».

Per lui forse il cinema, la televisione e soprattutto il teatro, nel quale è parso sempre dare il meglio di sé, non hanno espresso il riconoscimento che avrebbe meritato, ma grazie a questo bellissimo volume ed alla sensibilità artistica del circolo del cinema Dino Risi, che lo ha divulgato, è bastata una serata per accendere su Renzo Montagnani una luce perenne di attestazione del suo enorme valore artistico.

E non sarà né il primo, né l'ultimo, perché Procacci Leone ha citato altri attori, a partire da Alberto Lionello, che presto potrebbero essere altrettanto degnamente celebrati.


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