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Trani, sasso contro finestra in via Cavour: bimbo di 3 mesi salvato dalla tapparella chiusa. L'amara denuncia del padre

Ieri sera, intorno alle 23, ho sentito un rumore acuto provenire dall’esterno della mia finestra che sporge su via Cavour, esattamente al di sopra della Gioielleria Antonacci.

Ho pensato tra me e me: “Ancora una volta queste bestie hanno lanciato qualcosa”. Sì, perché dovete sapere che questo fenomeno della migrazione del bestiame è una pratica che avviene sempre più spesso, ed in maniera disordinata, imprevedibile, pericolosa.

Mandrie di ragazzetti che scendono dalla stazione verso piazza della Repubblica, frotte di mocciosi che percorrono via Cavour gettando per aria tutto quello che hanno a tiro, (a questo proposito ringrazio coloro i quali lasciano i sacchetti della spazzatura accostati ai portoni, sono ottimi per il lancio del martello), rompono specchietti alle autovetture parcheggiate, emettono gemiti come cavernicoli, sostano al distributore H24 di fronte alla sezione del Tribunale del Giudice di Pace, che usano come bivacco, per poi riprendere il cammino verso non si sa dove.

Puntualmente la speranza è che passino oltre la tua automobile, la tua finestra, e che la loro orda faccia velocemente il suo percorso per andare verso quale destinazione non so, ma presumo un luogo triste come i protagonisti di questa vicenda.

Ebbene, ieri, dopo questo schianto mi sono affacciato e ho potuto notare l’ennesima orda di orchi baldanzosi che saltellava quasi estasiata da un qualcosa di appena compiuto, ma con quella tremarella figlia dell'adrenalina che lasciava sospettare di una bravata fatta o giù di li.

La mia compagna, che era già a letto, è venuta alla finestra dell’altra stanza dove io mi trovavo ad osservare l’orda disperdersi sotto le secche querce di piazza della repubblica, destando tra le altre cose, l’attenzione dei clienti accomodati al Bar Odeon per l’ultimo caffè della giornata.

“Hai sentito? Hanno tirato qualcosa sulla finestra”. “Si saranno quegli imbecilli che hanno tirato un sacchetto della spazzatura” - Ve n’era uno nel bel mezzo di via Cavour ed ho presunto che fosse quello, e che si fosse schiantato sulla ringhiera.

Bene, stamattina mi sveglio e trovo sul pavimento del balcone un sasso - e capisco subito come ci sia arrivato fin li quel sasso. E credo che lo abbiate capito anche voi.

Ora non voglio continuare con questa storia, ma ringrazio la mia compagna per avere chiuso la tapparella ieri, cosa che io non faccio mai perché mi piace al mattino che entri la luce del giorno a svegliarci.

Vorrei davvero concludere dicendo ai randagi, che ieri hanno tirato il sasso verso la mia finestra, che dietro quella finestra dormiva un bambino di 3 mesi nella sua culla.

E che se non ci fosse stata la tapparella chiusa adesso non sarei di certo tranquillamente a scrivere e trasmettere questa mail alla stampa locale.

Quello che però vorrei che passasse come messaggio alla collettività tutta, e sottolineo tutta, nessuno escluso, è che questo fenomeno questo episodio è frutto di tante leggerezze commesse da parte di tutti noi, e forse i piccoli orchi che hanno scagliato la pietra sono quelli che hanno meno peccati.

Io da parte mia, comincerò con raccontare al bambino di tre mesi dietro la finestra che lanciare una pietra contro un balcone alle 23 può essere adrenalinico, ma può anche causare danni irreparabili, agli altre e a se stessi. Non rileggerò questo messaggio. Chi vuol intendere, intenda.

Lettera firmata


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