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Striscia irrompe allo Psicopedagogico, ma dov'è la notizia?

Campione della bicicletta, Vittorio Brumotti ha confermato le sue immense capacità ciclistiche districandosi con maestria nel rudere dell'ex Istituto psicopedagogico in territorio di Trani, al confine con quello di Bisceglie. E lo ha fatto richiamando la scheda storica dell'immobile più volte da noi pubblicata e che più avanti ripubblichiamo: anno 2017.

La sua è stata un'incursione a Trani non collegata ad alcuna notizia, poiché in questo momento non c'è assolutamente nulla di nuovo sotto il sole del Ponte Lama, se non quello stato di abbandono che fra poco tornerà a fare parlare di sé con l'elevato rischio incendi che le sterpaglie intorno a quella struttura determineranno.

Brumotti avrebbe dovuto portare lì il presidente della Provincia e invece ci è andato il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, che ha una villa a breve distanza da lì, ben conosce il luogo sin da quando era un ragazzino e adesso non ha particolari idee se non attendere i lavori di costa Sud - per rendere fruibile il litorale dalle Matinelle al Ponte Lama - e la realizzazione di una strada di penetrazione che della Trani-Bisceglie porti dritta verso il mare passando proprio da lì.

Il primo cittadino non manca di fare autocritica ed auspica una struttura di carattere gastronomico e ricettivo, Brumotti ne preferisce la demolizione. Di certo il pezzo di Striscia la notizia non aggiunge, né toglie nulla rispetto a quello che già si sapeva.

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Il complesso immobiliare denominato «Istituto psicopedagogico» è formato di sette edifici. La superficie totale coperta è di 4422 metri quadrati, su un'area complessiva di 43.532. Fu realizzato dalla Provincia di Bari nel 1977, su un terreno acquistato dal Consorzio provinciale antitubercolare di Bari nel 1966.

Avrebbe dovuto ospitare un centro per assistenza a disabili e minori con problemi psichici. Le strutture, nonostante le immagini odierne suggeriscano l'immagine di un luogo di guerra e devastazione, appaiono all'avanguardia nella misura in cui presentano pochissime barriere architettoniche, e quarant'anni fa questa era una notizia.

Tutto questo costò oltre 20 miliardi delle vecchie lire, davvero tanto considerando che si parla di quasi mezzo secolo fa. Ma la Provincia di Bari non riuscì mai a farne nulla, il Comune di Trani non seppe mai cogliere alcuna occasione e, così, si è arrivati ad oggi, con un rudere passato nelle mani della Provincia di Barletta-Andria-Trani.

La Bat ha provato più volte ad alienarlo, ma ogni gara è andata deserta. Ha anche proposto un partenariato pubblico-privato ma nessuno si è fatto ancora avanti, anche solo per sedersi a un tavolo e cominciare a parlarne.

Vi si scorge la fantasia architettonica del progettista che aveva pensato, molto opportunamente, di distribuire l'ampia superficie in estensione e non in altezza, per non impattare con la vicina fascia costiera, non superando i due livelli (piano terreno compreso) ed alternando anche le forme.

Una struttura, a dire il vero, anche troppo piena di cemento armato, ma complessivamente rispettosa delle altezze, dell'ambiente e della vicina Torre Olivieri, al Ponte Lama, che rappresenta uno degli ultimi baluardi di una storica tradizione di edilizia marittima, peraltro sempre più a rischio a causa dell'azione erosiva del mare sulla base.

https://www.ilgiornaleditrani.net/lo-scempio-dellex-istituto-psicopedagogico-quarantanni-dopo-questo-e-molto-altro-nel-nuovo-numero-de-il-giornale-di-trani/

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