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Denatalità a Trani, mezzo San Paolo è in vendita

Effetto denatalità anche negli annunci immobiliari. Lo si desume dalla decisione della congregazione delle suore Angeliche di mettere in vendita una porzione dello stabile di loro proprietà, in corso De Gasperi 55, da tutti conosciuto come «San Paolo».

LA SCUOLA SENZA SCUOLA

Sul sito di una agenzia immobiliare sono presenti la mappa, estratta dal catasto edilizio urbano, ed informazioni riguardanti l'unità immobiliare. Quei locali, fino a non molto tempo fa, ospitavano bambini di scuola materna pubblica (le Angeliche continuano ad occuparne altri, nello stesso stabile, con il loro asilo privato) e per un breve tempo anche classi di scuola media. Tempi recenti, ma già altri tempi.

Infatti lo spopolamento in atto, i cui numeri diventano di anno in anno sempre più spietati, ha fatto sì che il Comune di Trani abbia definitivamente abbandonato la conduzione in locazione passiva di parte di quello stabile. Di conseguenza ha posto le religiose nella necessità di interpellare un mediatore per vendere la parte della sua proprietà che non riesce più a mettere a frutto.

CARENZA DI INTERESSE

In stretta connessione con questo scenario, il Comune di Trani non avrà alcun interesse ad acquistare l'immobile esercitando il diritto di prelazione. E questo proprio in ragione del fatto che la contrazione delle nascite, e di conseguenza degli alunni, non rende necessario entrare in possesso di nuovi spazi sebbene, non distante da lì, si continui per il momento ad utilizzare un complesso privato, «Il nido della felicità», come sede distaccata di scuola materna del Primo circolo didattico De Amicis.

Ben si comprende, quindi, il perché nell'annuncio immobiliare si parli di «versatilità nella destinazione d'uso secondo il piano urbanistico generale». Secondo quanto oggi prospettato, l'ex scuola pubblica potrà trasformarsi in un centro analisi cliniche, ovvero laboratori medici polispecialistici , oppure ludoteca o centro servizi multidisciplinare, magari anche centri di formazione.

IL PRIMO COMPRENSIVO

Nell'attesa di conoscere se, quanti e quali acquirenti ci saranno, il Comune di Trani questa volta passerà la mano. Tanto è vero che, nell'anno didattico che inizierà alla fine della prossima estate, per la prima volta prenderà forma l'istituto comprensivo D'Annunzio-Rocca-Bovio-Palumbo, primo caso di verticalizzazione che parte da un circolo didattico (il terzo), ormai a corto di alunni e privo autonomia, e si completa con una scuola media che, a sua volta, si sarebbe potuta assicurare un futuro solo attraverso questo tipo di operazione comprensiva.

SEMPRE MENO BAMBINI

Nel frattempo, peraltro, i numeri aggiornati ci dicono che alla vigilia dell'anno didattico 2024-2025 ci saranno 60 alunni in meno tra quelli che usciranno dalla quinta elementare e quelli che entreranno in prima, e addirittura 101 scolari in meno fra quelli che prenderanno la licenza media e quelli che si accomoderanno in prima.

Con questi numeri asfittici si profila a breve, e forse molto prima di quanto il Comune di Trani aveva previsto, la formazione di altre scuole verticali a conferma del fatto che il disegno della Regione Puglia di prevedere già nell'immediato due istituti comprensivi non era forse così campato in aria.


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