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25 aprile, le iniziative dell’Anpi Bat

Quest'anno la sezione ANPI Barletta-Andria-Trani ha deciso di dare valenza provinciale alla celebrazione dell'anniversario della Liberazione che si svolgerà a Trani il 25 Aprile secondo il seguente programma:

10:00 - Raduno in Piazza della Repubblica

10:15 - Corteo fino alla Villa Comunale

10:30 - Omaggio alla stele che ricorda
             la promulgazione della Costituzione
             della Repubblica italiana

11:00 - Omaggio al monumento ai Caduti

 Le considerazioni in merito a firma Antonio Carrabba, iscritto alla Sezione ANPI di Trani 'Osvaldo Pillera'

È ANCORA 25 APRILE

Celebrare il 25 aprile significa in primo luogo fare coerente e degna memoria storica del sacrificio di tanti giovani, donne e uomini che fecero la Resistenza che, a prezzo della propria vita o subendo gravi tormenti, sofferenze e sacrifici, consentirono la liberazione dell’Italia dall’oppressione nazifascista.

E qui ora mi piace ricordare l’impegno di tutte le donne partigiane che furono staffette e quelle che, andando nei campi, nelle fabbriche, nelle attività e ovunque fosse necessario al posto degli uomini arruolati, salvarono l’economia del Paese messo in ginocchio dalla scellerata politica imperialista del regime.   

Ma celebrare il 25 aprile significa soprattutto dare valore alla democrazia e custodire le libertà nate con la Costituzione, possibile soltanto attraverso il costante richiamo dei principi e dei valori in essa contenuti.

Significa pure salvaguardare i diritti e gli interessi generali dell’intera comunità nazionale, proteggere la libertà di ciascuno, riconoscere e respingere ogni forma di fanatismo ideologico, politico o culturale fonte di chiusura, di divisione, di abusi, di corruzione e di privilegi.

Significa rinvigorire e far crescere la Repubblica e dare risposte alle istanze di tutti, soprattutto degli ultimi, per una effettiva giustizia sociale, come ripeteva spesso l’indimenticato presidente Pertini; significa mantenere alto il livello della politica, che deve essere intesa come servizio e deve mantenere inalterata la dimensione di uguaglianza dei cittadini ponendo sempre i più deboli al vertice delle sue decisioni.

E non ultimo, soprattutto in questi tempi oscurati da tentativi di reflusso neofascista, celebrare il 25 aprile significa dare alla democrazia un senso più compiuto e stimolare la partecipazione alla vita politica per realizzare senza retorica il bene comune.

In questo giorno non possiamo ignorare l’oltraggio che si vuole portare ai valori fondanti del Paese e della nostra Costituzione ispirati proprio dalla Resistenza. La grave provocazione dell’autonomia differenziata e della demolizione dei presidi di garanzia che i costituenti vollero prevedere per evitare pericoli di involuzione democratica, dipinge scenari molto oscuri e preoccupanti per il Paese e la sua unità. A questi tentativi di disgregazione va risposto in modo composto, senza violenza, ma fermamente anche attraverso la memoria delle nefandezze del ventennio e quelle dopo l’8 settembre 1943.

Quel giorno l’Italia, già nel baratro sprofondò, lo Stato si dissolse il re fuggì codardamente con la sua corte e gli alti ufficiali non sapevano che ordini impartire ai militari. Gli Alleati non avevano ancora liberato il Paese e l’unica legge che rimase in vigore era quella della violenza dei tedeschi e quella fratricida dei repubblichini fascisti.

In contrapposizione alla figura del re fuggiasco mi piace qui onorare la memoria di Salvador Allende, presidente del Cile, che l’11 settembre 1973 nella residenza presidenziale, Palacio de la Moneda a Santiago del Cile, morì sotto i bombardamenti dei golpisti.

L’8 settembre 1943 iniziò la RESISTENZA fatta da donne, uomini e giovani che dovettero imparare a combattere e che il coraggio se lo fecero venire perché lo Stato non c’era e non c’era sovranità; quelle donne, uomini e giovani presero sulle loro spalle la responsabilità e l’onere di contrastare la violenza dei nazifascisti e il loro arbitrio.

Il loro sacrificio e il loro coraggio vanno onorati, oggi e per sempre, in difesa delle Istituzioni democratiche e dei valori della Repubblica nata dalla Resistenza e per contrastare i tentativi di neofascisti e sovranisti tesi a minarne la credibilità e a cancellarne i simboli.

La Costituzione italiana, figlia della Resistenza, generò il nuovo ordinamento Costituzionale sull’esperienza delle brigate partigiane nel Paese diviso, disastrato ed economicamente impoverito.  

La RESISTENZA dischiuse le porte della libertà e del futuro dei nostri genitori, nostri e dei nostri figli, è un valore che non dobbiamo permettere a nessuno di usurpare e oltraggiare.

W il 25 aprile, W L’ITALIA, W L’EUROPA,

Trani, 25 aprile 2024

Antonio Carrabba

Antonello Rustico - Presidente ANPI Sezione Barletta-Andria-Trani

Massimo Pillera - Presidente ANPI Sezione di TRANI 'Osvaldo Pillera'


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