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Alla Polizia un Lafiandra fra calcio, siparietti e tanto cuore

La squadra della Polizia di Stato, e segnatamente della Questura di Barletta Andria Trani, ha vinto la 20ma edizione del Memorial Lafiandra di calcio, svoltosi al Capirro sport village, al termine del triangolare cui hanno partecipato anche i Carabinieri, con il loro Comando provinciale di Trani, e la Guardia di Finanza, con quello di Barletta.

Gli agenti, irrobustiti nell'organico da alcuni storici amici dell'indimenticato poliziotto tranese, hanno battuto nella prima partita la Guardia di Finanza per 3-2 e pareggiato la seconda con i militari dell'Arma 1-1. Nel terzo e decisivo confronto la Guardia di Finanza ha battuto i Carabinieri per 3-2 regalando la vittoria del torneo alla Polizia.

Nella parte conclusiva di questa gara, in maniera del tutto fortuita, un finanziere si è lussato la spalla ricadendo male: immobilizzato e trattato dagli Operatori emergenza radio, è stato poi condotto in Pronto soccorso per riportare la stessa spalla in posizione. Un grosso in bocca al lupo per lui.

Al di là dell'esito sportivo di una manifestazione molto piacevole, arricchita dal parallelo triangolare dei ragazzini classe 2016/2017 della Soccer Trani (co-organizzatrice dell'evento insieme con Fondazione Megamark), ancora una volta il Lafiandra si è confermato come momento di grande condivisione e fratellanza, ricordando un poliziotto e uomo di rarissimi valori come il carissimo Rino, di cui ieri ricorreva il 21mo anniversario della salita al cielo.

Da quel giorno la famiglia oggi è l'autentico specchio di quel ragazzo straordinario a cominciare da Giacomo, che da vent'anni si spende ininterrottamente per tenere in vita il torneo di calcio dedicato a suo fratello.

E che il Memorial Lafiandra sia qualcosa di più lo si è inteso anche dal ricavato della lotteria di beneficenza realizzata ieri, devoluto interamente in favore delle attività della parrocchia Santa Maria del Pozzo di un raggiante don Mimmo De Toma. In favore del pubblico sono state messe in palio le maglie di quattro squadre di serie A (Inter, Torino, Lazio e Roma) e quella autografata del capitano del Frosinone, il tranese Ilario Monterisi.

Non sono mancate le presenze istituzionali a cominciare dal prefetto Silvana D'Agostino, passando per il presidente del consiglio comunale, Giacomo Marinaro, e l'assessore allo sport, Leo Amoruso. E poi il questore, Alfredo Fabbrocini, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Pierluca Cassano, ed il suo omologo carabiniere, Massimiliano Galasso, unico dei tre in campo con, sulla spalla, il numero 6 del suo idolo Franco Baresi.

Ma Galasso, nelle vesti di guascone della serata, ha avuto anche il tempo di cambiare la maglia e vestire quella che il questore che non ha indossato, insieme con il cappello «rubato» a Cassano prima di fare la foto con colleghi e prefetto.

E proprio Cassano, nel solco del cognome che richiama quello del fuoriclasse barese, anche se non ha giocato era a bordo campo a spingere i suoi ragazzi e non ha mancato, soprattutto, di protestare platealmente quando, alla fine della prima partita, la Guardia di Finanza aveva segnato i gol del possibile 3-1 in suo favore, annullato per fuorigioco.

E proprio in quel momento, mentre lui si sbracciava per richiedere scherzosamente l'intervento del Var, la Polizia guadagnava un calcio di punizione dal limite con cui siglava il pareggio, per poi addirittura vincere la gara nel recupero. Il torneo si è praticamente deciso lì, tra sospetti «furti sportivi», impuniti dalle forze dell'ordine, e siparietti davvero indimenticabili: il bello del Lafiandra è soprattutto questo.


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