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Sospesi tra note e poesia, al Beltrani Marco Armani e «The Fab5» in un viaggio diventato racconto

Quando l’eleganza del jazz si fonde con la profondità della canzone d’autore, nasce un’esperienza che va oltre l’ascolto. È quanto accaduto domenica sera nella suggestiva Corte Davide Santorsola del Palazzo delle Arti Beltrani, durante il concerto-evento “Marco Armani meets Fabio Accardi & The Fab5 Acoustic Mood”, nell’ambito della rassegna Musica a Corte 2025.

Marco Armani, voce tra le più riconoscibili e care alla canzone d’autore italiana, ha incantato il pubblico con un’esibizione di rara intensità e misura, accompagnato da un ensemble di assoluto prestigio: Fabio Accardi alla batteria e agli arrangiamenti, Michele Campobasso al pianoforte, Vito Ottolino alla chitarra, Nunzio Laviero al contrabbasso e Francesco Lomangino al sassofono. Insieme hanno plasmato un paesaggio sonoro morbido e vibrante, un intreccio di timbri e sensibilità capace di valorizzare ogni sfumatura melodica e ogni sottile suggestione narrativa.

La serata si è trasformata così in un viaggio musicale sospeso tra eleganza formale e profondità emotiva, in cui ogni brano è diventato occasione per esplorare quella sottile alchimia tra parola e suono, tra memoria e presente. L’ensemble, coeso e duttile, ha saputo alternare con naturalezza momenti di coinvolgente groove a spazi di intensa bellezza, offrendo una tessitura musicale mai ridondante, sempre funzionale all’espressività.

Marco Armani, forte di una carriera luminosa – testimoniata dalle sue partecipazioni al Festival di Sanremo ha rivelato una maturità artistica rinnovata: la sua voce, intatta nel timbro e nella capacità evocativa, ha attraversato il repertorio con sobrietà e passione, restituendo al pubblico canzoni che parlano ancora oggi con forza autentica. Armani durante il concerto ha sottolineato il suo legame artistico con artisti come Carboni, Ron e Pino Daniele,  ha raccontato un momento speciale legato alla canzone Anna verrà, scritta per lui ma poi cantata e portata al successo dallo stesso Daniele: «Pino Daniele – spiega l'artista - era capace di trasformare la malinconia in bellezza. Una volta mi disse che quella canzone era un modo per dire ‘non arrenderti’. Lo porto con me, sempre».

Tra i momenti più toccanti della serata, la sua interpretazione intensa di “Dio, come ti amo” di Domenico Modugno, omaggio al genio pugliese che ha emozionato il pubblico presente. Un brano che Armani ha restituito con delicatezza e profondità, dimostrando ancora una volta il rispetto e l’amore per la grande tradizione musicale italiana.

Le parole e le note si sono intrecciate in un dialogo sonoro potente e delicato, restituendo alla musica il suo ruolo più nobile: toccare l’anima. La Corte, trasformata in un salotto musicale sotto le stelle, ha accolto il pubblico in un’atmosfera di rara intimità.

Il Palazzo delle Arti Beltrani si conferma così non solo come contenitore culturale, ma come luogo dell’anima, in cui l’arte incontra il territorio, il pubblico e la memoria. La rassegna Musica a Corte si distingue per l’alta qualità della proposta artistica, per la cura nella scelta degli interpreti e per la capacità di creare serate che rimangono impresse nel cuore, con grandi novità in cantiere.

La voce intensa di Marco Armani, accarezzata dalle eleganti geometrie sonore dei Fab5, ha dimostrato che i grandi successi del passato possono ancora vibrare di luce nuova, e che la musica vera non conosce tempo né confini: continua a parlarci, oggi come allora, con verità e poesia.


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