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Droga e racket, dava ordini dal carcere di Trani: nuovo arresto, con altri tre

Nemmeno le mura del carcere di Trani sono riuscite a fermare le attività criminali di un gruppo dedito allo spaccio e alle estorsioni nel territorio murgiano. Il dettaglio più inquietante che emerge dall'ultima operazione della Procura di Trani riguarda proprio uno dei quattro soggetti arrestati: nonostante fosse già detenuto presso la casa circondariale tranese, l'uomo continuava a coordinare le attività illecite e a impartire ordini ai complici all'esterno. Sfruttando i colloqui con i familiari, il detenuto dava indicazioni precise su come gestire il mercato e su come convincere i debitori più riottosi a pagare, arrivando persino a incitare l’uso della violenza per recuperare i crediti.

L'inchiesta, condotta dai Carabinieri tra ottobre 2024 e febbraio 2025, ha portato all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro persone, di età compresa tra i 37 e i 62 anni. Di questi, tre sono residenti a Minervino Murge e uno, originario del cosentino, risiede ad Andria. Le accuse sono pesanti e vanno dalla detenzione e spaccio di stupefacenti al porto abusivo di armi, fino alla tentata estorsione, ricettazione e lesioni aggravate. Per due di loro si sono aperte le porte del carcere, mentre gli altri due sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

Questa attività investigativa rappresenta il proseguimento dell’operazione «Crocevia» che, nell'ottobre scorso, aveva già portato a dieci arresti. Tuttavia, gli indagati rimasti in libertà avevano immediatamente ripreso in mano le redini degli affari illeciti, dimostrando una resilienza operativa che permetteva loro di mantenere il controllo del mercato della droga nel centro di Minervino Murge. Grazie a intercettazioni, pedinamenti e servizi di osservazione, i militari dell’Arma hanno delineato un quadro indiziario solido, confermando come il gruppo avesse anche la disponibilità di armi da sparo e munizioni.

L’operazione, scattata ieri nelle città di Andria e Minervino con il supporto delle unità cinofile di Modugno, ribadisce la fermezza della Procura e dei Carabinieri nel contrastare il crimine organizzato nel circondario. Resta ferma, come previsto dalla legge, la presunzione di innocenza per tutti gli indagati fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.


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