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Don Mimì di Martino: 50° anniversario dalla sua morte, oggi a Santa Chiara messa in suffragio

Domenico di Martino nasce a Hoboken, negli U.S.A., il 1° gennaio 1919. Appartenente a una famiglia fortemente cattolica, si forma presso i seminari di Bisceglie e in quello Pontificio di Molfetta, ricevendo l'ordinazione sacerdotale per le mani dell'Arcivescovo Mons. Francesco Petronelli, il 5 luglio 1942.

In Sant'Agnese e Paolo (oggi S. Chiara), ricopre il ruolo di collaboratore dei parroci Mons. Giovanni Carbone, prima, e di suo zio Mons. Benedetto di Martino, dopo, fino a quando nel 1951 è promosso a parroco dell'erigenda chiesa dei S. Angeli Custodi. Dieci anni dopo, riceve l'investitura a canonico del Capitolo Metropolitano della Cattedrale, svolgendo il compito di penitenziere dedito al sacramento della riconciliazione.

Dopo tre anni di coadiutore della parrocchia di S. Michele, il 13 giugno 1970, S.E. fra' Reginaldo G. M. Addazi o.p. eleva Don Mimì a parroco dei Ss. Agnese e Paolo, succedendo a suo zio dimessosi dal ruolo pastorale per raggiunti limiti di età.

Caratterizzato da notevole gentilezza e cordialità, il Canonico, così chiamato dai parrocchiani, si contraddistingue per una visione ministeriale avanti col tempo, tanto da ricoprire i ruoli di Direttore dell'Opera Diocesana Assistenza; Assistente Diocesano Unione Donne di Azione Cattolica; Assistente del Circolo A.C.L.I. e della Comunità dei Braccianti.

Coltiva sempre le sue radici familiari, tanto da riuscire a mediare tra affetti di sangue e legami con le anime a lui affidate, impegnandosi notevolmente a favorire le vocazioni al sacerdozio, accompagnandole sino all'ordinazione presbiterale.

Tra le tante opere realizzate, c'è un'eredità particolare che D. Mimì lascia a tutti: lo scoutismo tranese. Nel 1946, si accompagna con tre ragazzi che avevano appena finito le ore scolastiche, abbracciando l'ideale di Baden Powell e facendo sbocciare in lui l'ideale del "Lasciare il mondo un po' migliore di come l'abbiamo trovato".

Il di Martino fa sì che i momenti di associazionismo scout diventino un ulteriore modo di fare relazione, preghiera tra divertimento e voglia di fare Chiesa, immersi e a contatto totale con la natura.

A seguito di una malattia, sorretta con pazienza e spirito di sopportazione, muore circondato dai suoi familiari il 26 febbraio 1976, a soli cinquantasette anni.

In suo suffragio, giovedì 26 febbraio prossimo, alle ore 19.00, presso la chiesa parrocchiale di S. Chiara, si terrà una solenne concelebrazione Eucaristica, alla presenza delle famiglie che ha tanto amato su questa terra: quella di sangue e origine, che gli ha trasmesso una vita di sani valori umani e cristiani; del clero zonale, sua sposa nel servizio alla Chiesa di Trani; dell'intera realtà scout che ha fondato e tanto tramandato alla generazioni. Don Mimì ha speso anima e corpo per rendere migliore la nostra Città con l'intento di trovare, nelle persone che lo circondavano, le sfaccettature di una società in continua evoluzione permettendo di scovare la propria vocazione di vita, senza mai stancarsi e proponendosi sempre come buon pastore, divenendo un ministro ancora oggi ricordato, commemorato che mai dimenticheremo.

Il ringraziamento è volto anche al carissimo Don Pasquale Quercia, parroco di s. Chiara, che presiederà l'Eucaristia di questa sera. Colpisce quanto sia incline alla riscoperta della storia locale e alle figure di santità tranesi, come il giovane Nicolino Di Meo che vedremo tra qualche giorno. Un segno successore dei compianti parroci che sempre si sono contraddistinti per lo zelo pastorale in sant'Agnese e Paolo, oggi s. Chiara.


Tutta la cittadinanza è invitata a prendervi parte.

Ringrazio sentitamente la gentilissima Famiglia di Martino-Scaringi per le informazioni attinte e apprese.


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