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Comunali e caso questionario, l'editore: «Non spostiamo candidati, né voti. Semplicemente, informiamo»

Ho letto con grande meraviglia le dichiarazioni del candidato sindaco Sebastiano de Feudis rilasciate in mia assenza nel corso della conferenza stampa tenutasi ieri (8 aprile 2026) nella quale lo stesso ha chiaramente accusato il sottoscritto, in qualità di legale rappresentate della società editrice de  “il Giornale di Trani – RadioBombo”, di aver promosso e diffuso tramite il sito internet un “sondaggio” tra i lettori con l’intento di danneggiarlo condizionandone le scelte politiche, addirittura al fine di indurlo a ritirare la candidatura in favore di altro schieramento politico.
La gravità e la falsità di tali affermazioni, lesiva della mia immagine e soprattutto della professionalità dei giornalisti che lavorano nella redazione di RadioBombo, mi obbliga ad intervenire per ripristinare la verità dei fatti.
In particolare non ho mai preso l’iniziativa di contattare il candidato de Feudis, ma al contrario sono stato io ad essere contattato dallo stesso che mi ha espresso, inizialmente con tono amichevole e confidenziale, un avvertimento rispetto alle conseguenze legali a cui il giornale si sarebbe esposto qualora avesse diffuso i risultati di tale iniziativa.
Chiarisco che l’iniziativa di svolgere un questionario tra i lettori per rilevare le loro intenzioni di voto è stata concepita autonomamente e liberamente dalla redazione senza alcun mio coinvolgimento. Del resto, come potranno testimoniare i tanti giornalisti che hanno fatto parte della redazione di RadioBombo, nel corso dei lunghi anni di attività della stessa (oltre quaranta), non mi sono mai ingerito nelle scelte editoriali, lasciando sempre ampia libertà alla redazione e raccomandando solo imparzialità ed equidistanza soprattutto con riferimento alla politica.
Al mero avvertimento, nonostante abbia personalmente incontrato il candidato per rassicurarlo sulle finalità dell’iniziativa e sulle modalità di diffusione dei risultati, è poi seguita una vera e propria diffida inviata dallo stesso per impedire la pubblicazione dell’esito. A tale diffida ho quindi risposto evidenziando che si trattava di una semplice manifestazione di opinioni raccolte via internet tra i lettori e che la diffusione dei risultati sarebbe stata accompagnata da una nota informativa che avrebbe chiarito la portata e la natura della rilevazione. Infatti, nell’articolo pubblicato sul sito de “il Giornale di Trani” in data 2 aprile 2026, è stato ben evidenziato che si trattava di «un questionario online non scientifico sulle preferenze di voto» e che «i risultati non hanno valore statistico né predittivo dell’esito delle elezioni e non sono rappresentativi dell’insieme degli elettori del Comune di Trani», in quanto «fotografano unicamente le opinioni delle persone che hanno scelto di partecipare al questionario nel periodo indicato».
Peraltro, pur nella consapevolezza che la diffusione dei risultati di un simile questionario ad oltre 50 giorni dalle elezioni (mentre la legge vieta la diffusione di sondaggi elettorali nei 15 giorni precedenti la data delle votazioni) non avrebbe potuto influenzare alcun elettore, ho chiesto comunque alla Redazione di non diffondere le percentuali di consenso raccolte da ciascun candidato sindaco tra i lettori, limitandosi alla pubblicazione di una generica classifica degli stessi. Smentisco al riguardo che tali risultati (ossia le effettive percentuali di consenso registrate da ciascun candidato) siano stati diffusi dalla Redazione e che corrispondano a quelli comparsi in qualche messaggio diffuso in rete da privati cittadini, non riconducibili in alcun modo a quelli in possesso della Redazione.
Ciononostante il candidato de Feudis, ritenendosi leso dalla diffusione dei risultati del questionario che lo collocavano all’ultimo posto della classifica tra i candidati sindaci, ha citato in giudizio la società editrice del giornale, chiedendo la condanna al pagamento in suo favore «della somma di Euro 200.000,00 a titolo di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali (ivi compresi i danni all’immagine e alla reputazione politica) oltre rivalutazione monetaria e interessi legali dalla data del fatto al saldo, ovvero nella diversa maggiore o minore somma che sarà ritenuta di giustizia».
Non entro nel merito di tale iniziativa che troverà puntuale risposta in sede giudiziaria. 
Sono invece felice che il candidato de Feudis abbia confermato la sua volontà di correre come candidato sindaco e sono certo che potrà così facilmente smentire nelle urne l’opinione espressa dai 624 lettori del nostro giornale.


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