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San Magno, escrementi bruciano prato e soldi. Don Dino: «Sono spazi per tutti, rispettiamoli»

C’è un limite che non dovrebbe mai essere superato: quello del rispetto. Rispetto per i luoghi, per la comunità, per il bene comune. Eppure, ancora una volta, siamo costretti a constatare che quel limite, troppo spesso, viene ignorato. La foto che accompagna questo articolo parla da sola. Non servono molte parole per descrivere ciò che è sotto gli occhi di tutti: escrementi lasciati sul prato della parrocchia, incuria, abbandono, totale mancanza di senso civico.

Un gesto che qualcuno considera banale, ma che in realtà rivela una mentalità preoccupante: quella del “non è casa mia, quindi non mi interessa”. E invece sì, è casa nostra. Il verde attorno alla parrocchia non è un luogo qualsiasi. È uno spazio pensato per accogliere bambini, famiglie, anziani; è un luogo di incontro, di serenità, di comunità. Non è, e non può diventare, un’area dove portare gli animali a sporcare liberamente, né tantomeno un posto dove urinare senza alcun rispetto.

Parlo con chiarezza, ma anche con amarezza: non si può continuare così. Non è solo una questione di decoro, ma anche di danno concreto. Già due anni fa siamo stati costretti a rifare completamente il prato, un prato inglese curato con sacrificio e dedizione. Chi conosce un minimo di giardinaggio sa bene che l’urina degli animali, anche se si prova a diluirla con acqua, resta altamente acida e finisce per bruciare l’erba, distruggendola lentamente ma inesorabilmente.

Oggi ci troviamo di nuovo davanti allo stesso rischio. E allora la domanda è semplice: è giusto dover spendere ancora 4.000 o 5.000 euro ogni pochi anni per rimediare all’inciviltà di qualcuno? È giusto che una comunità intera paghi il prezzo della superficialità e della mancanza di rispetto di pochi? La risposta è no. Ma la mia non vuole essere soltanto una denuncia.

Vuole essere anche un appello. Un appello alla coscienza, prima ancora che alle regole. Perché il rispetto non nasce dalle multe o dai divieti, ma dall’educazione del cuore. Chi ama davvero la propria città, chi ama la propria comunità, non sporca, non deturpa, non distrugge. Si prende cura. E allora, con la stessa franchezza del Vangelo ma anche con la carità di Cristo, chiedo a tutti: cambiamo atteggiamento.

Educhiamo noi stessi e chi ci è affidato al rispetto degli spazi comuni. Chi porta a passeggio il proprio animale abbia la responsabilità e la dignità di raccogliere, anche se sarebbe meglio non far fare proprio il bisogno al proprio animale sul verde che accerchia l’edificio sacro. Non è un favore: è un dovere. La parrocchia resta casa aperta per tutti. Ma proprio perché è casa di tutti, merita rispetto da parte di tutti. Non lasciamo che l’inciviltà abbia l’ultima parola.

Don Dino Cimadomo (parroco San Magno Vescovo e Martire)


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