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Trani sempre più anziana, come fare della terza età una risorsa? Le risposte dei candidati sindaco

A Trani gli over 65 sono ormai quasi il doppio dei minori. È il dato da cui è partito il confronto tra i candidati sindaco, riuniti al Palazzo delle Arti Beltrani per discutere di invecchiamento attivo e politiche inclusive su iniziativa dell'Università della Terza Età. Il tema del confronto moderato da Tonino Lacalamita - «L'invecchiamento attivo: proposte e progettualità inclusive per Trani» - ha offerto alla platea dei soci dell'Unitre, e non solo, uno spazio di democrazia partecipata che raramente trova spazio nelle campagne elettorali.

UNA CITTÀ CHE CAMBIA VESTITO

Il quadro demografico tracciato è inequivocabile: Trani conta 54.731 abitanti, con un'età media salita da circa 37 anni a quasi 46 nel giro di un quarto di secolo. Il 22 per cento della popolazione - vale a dire 12.463 persone - ha superato i 65 anni d'età, mentre 3.100 residenti hanno oltrepassato gli 80. L'indice di vecchiaia, che nel 2005 si attestava a 78, ha superato quota 190 al primo gennaio 2026. Ogni 100 persone occupate ve ne sono 53 a carico, tra giovani e anziani; la natalità si ferma a 65,5 nati ogni mille abitanti.

Di fronte a questi numeri, Angelo Guarriello ha esordito con una metafora: «La città sta cambiando vestito - ha osservato - ed è un vestito tendenzialmente più stretto rispetto a ieri». Giacomo Marinaro ha invece rovesciato la prospettiva dell'indice di dipendenza: «Scritta così non mi piace - ha detto - perché la verità è che spesso sono proprio gli anziani a farsi carico di situazioni di cui dovrebbe occuparsi l'amministrazione». Ha citato i nonni che accompagnano i nipoti a scuola e gli over 80 che sostengono l'intero nucleo familiare con la propria pensione, definendo ancora insufficiente la connessione tra questa fascia della popolazione e i servizi cittadini, a cominciare dalla semplice prenotazione della carta d'identità elettronica.

Angela Mercorio ha ricordato come questa generazione abbia ancora «la voglia di raccontarsi, di trasferire le proprie esperienze e di vivere con dignità», aprendo una parentesi personale sulla nonna ultracentenaria, autonoma e vitale, quale simbolo di un invecchiamento che non significa resa. Marco Galiano, dal canto suo, ha invitato a non leggere i dati con le categorie del passato: «L'indice di ricambio - ha ricordato - è passato da 70 nel 2005 a 146 nel 2024. Non è detto che sia negativo: dipende da come ci approcciamo».

L'ANZIANO COME RISORSA

Sulla domanda di come la terza età possa diventare risorsa attiva e non soltanto categoria da assistere, le risposte si sono dirette su alcuni assi comuni, pur con sfumature diverse.

Galiano ha proposto di uscire dalla logica del welfare per valorizzare le competenze degli over 65 come risposta a bisogni concreti: percorsi pedonali gestiti da anziani per il ritorno autonomo dei bambini a casa, il coinvolgimento degli anziani nella trasmissione della storia locale nelle scuole, la «città dei 15 minuti» come modello di accessibilità. Ha anche citato l'esempio delle panchine di Barcellona, disposte in modo da favorire il dialogo tra le persone: «Sembrano cose stupide - ha ammesso - ma sono a basso costo e possono innescare percorsi virtuosi».

Mercorio ha raccontato la propria esperienza romana con l'albo dei «nonni affittati»: inizialmente scettica, ne è rimasta conquistata al punto che, alla scomparsa di uno di essi, ha pianto insieme alle figlie. Ha immaginato per Trani una «cittadella» per le persone più grandi, non un luogo dove parcheggiare qualcuno, ma uno spazio dove rimettersi in gioco e sostenere i ragazzi con difficoltà nei compiti. Marinaro ha insistito sulla continuità tra la fase pre-pensionamento e quella successiva, per evitare il «rilascio» brusco di chi ha dedicato la vita al lavoro, e ha proposto di rendere le persone over 65 interpreti della cultura locale, custodi di una memoria che le scuole da sole non riescono a preservare. Guarriello ha sintetizzato con una formula: «Dobbiamo invecchiare, ma non in solitudine».

IL PESO DEI CAREGIVER E IL NODO VITTORIO EMANUELE II

Il tema delle famiglie caregiver e del vuoto lasciato dalla casa di riposo Vittorio Emanuele II ha acceso uno dei momenti più intensi del dibattito. Mercorio ha detto di aver vissuto in prima persona l'esperienza del caregiving e di aver trovato, nella propria storia, la chiave per capirne il peso: «Non avrei voluto niente - ha confessato - avrei voluto soltanto che qualcuno mi chiedesse come stai». Ha immaginato una rete di figure di supporto, difficili da reperire e spesso troppo costose, e ha ribadito la propria preferenza per i «condomini sociali» rispetto alle case di riposo tradizionali, luoghi dove chi è ancora autosufficiente possa mantenere le proprie abitudini senza sentirsi abbandonato.

Marinaro ha fornito un dato concreto: il 29 aprile, nell'ultimo consiglio comunale dell'amministrazione Bottaro, sarà portata in aula una variazione di bilancio per distribuire circa 53.000-54.000 euro arrivati dalla Regione per il sostegno ai caregiver tranesi. Sul tema della Vittorio Emanuele II ha però invitato alla franchezza: la struttura è in condizioni impraticabili, i debiti verso i lavoratori pesano sul bilancio dell'Asp e gli immobili annessi - alcuni in piazza Longobardi - versano in uno stato di degrado che si traduce in oneri per il comune. «Bisogna dirsi la verità - ha affermato - serve un intervento finanziario importante della Regione, non solo per coprire i debiti ma per riqualificare la sede». E pensa anche all'utilizzo del terreno di proprietà dell'Asp nella zona di Capirro, vicino allo Sporting, per realizzare strutture di tipo condominiale sociale, con un partenariato pubblico-privato.

Galiano ha ricordato di avere valutato in passato la possibilità di occuparsi della struttura, rinunciandovi: «Ho detto che ero pazzo - ha ammesso - non è possibile farlo fare a qualcuno che non è del mestiere». E ha ipotizzato di mettere a sistema le proprietà della Vittorio Emanuele II, anche attraverso il fotovoltaico, per generare risorse capaci di riportare la struttura in vita. Guarriello ha insistito sulla necessità di una regia pubblica che coordini le energie di Asl, terzo settore e famiglie.

IL DIGITALE CHE ESCLUDE

Sull'inclusione digitale degli anziani i candidati hanno concordato sulla necessità di corsi di formazione gratuiti, capillari e continui, preferibilmente tenuti nei quartieri con il coinvolgimento delle associazioni e delle scuole. Mercorio ha proposto la figura del «tutor digitale», giovane o coetaneo, capace di instaurare una relazione di fiducia prima ancora di insegnare a usare uno smartphone. Marinaro ha messo in guardia dal rischio delle truffe online, segnalando come la scarsa dimestichezza con i dispositivi renda gli anziani bersagli privilegiati.

Galiano ha però introdotto una nota di realismo: «Io non credo nel valore curativo della formazione - ha precisato -: a frequentare i corsi vanno le persone già motivate». Galiano ha proposto invece un modello di prossimità ispirato ai comizi di Barack Obama nei cortili dei condomini di Chicago: portare la formazione nelle case, nei saloni parrocchiali, nei luoghi in cui le persone si fidano di chi le incontra. «Bisogna costruire relazioni significative», ha concluso. Il moderatore ha sollecitato una risposta anche sul potenziamento degli sportelli fisici di aiuto, decentrati rispetto al comune: tutti i candidati si sono detti favorevoli, con Guarriello che ha sintetizzato: «Uno sportello attivo, con disponibilità, è importante».

LA TRANI DEL 2031

Nell'ultima parte dell'incontro è stato chiesto a ciascun candidato di condensare in una parola la propria visione della Trani over 65 al termine del mandato. Guarriello ha detto «giovane nell'anima», sottolineando che una società senza ricambio spirituale è destinata a morire. Marinaro ha scelto «connessa», immaginando una città con un trasporto pubblico rimasto in house, dotato di display agli orari e di un'app integrata con Google Maps. Mercorio ha risposto «una Trani che non lascia indietro nessuno», richiamando i valori dell'educazione civica che porta ogni giorno nelle aule di scuola. Galiano ha optato per «solida», capace di sostenere tutte le fragilità - degli anziani come dei bambini che vorrebbero andare a scuola in bicicletta - e ha citato lo slogan della propria campagna: «Unire i puntini», fare in modo che ogni cittadino, a prescindere dall'età e dal quartiere, possa godere delle medesime opportunità.


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