Il Tar Puglia ha respinto il ricorso di Domenico Damascelli: resta eletto Andrea Ferri al Consiglio regionale, chiudendo il contenzioso nato dopo le elezioni del novembre 2025.
Al centro della disputa, il criterio di assegnazione dei seggi residui di Fratelli d’Italia tra le circoscrizioni: Damascelli sosteneva che, dopo aver garantito un seggio alla circoscrizione «orfana» Bat, la distribuzione dovesse proseguire scorrendo la graduatoria dalla posizione successiva, quindi da Bari.
Il Tar ha invece confermato l’interpretazione opposta, già avallata dal Consiglio di Stato: i seggi vanno riassegnati ripartendo dall’inizio della graduatoria dei voti residui, calcolati in proporzione al peso elettorale di ciascuna circoscrizione, per evitare squilibri a favore delle province più popolose.
Respinta anche la questione di legittimità costituzionale: il sistema è ritenuto coerente e non irragionevole, rientrando nella discrezionalità del legislatore.
La sentenza chiude il caso, salvo appello al Consiglio di Stato, ma riapre il dibattito politico sulla legge elettorale regionale, lasciando al Consiglio pugliese l’eventuale scelta di modificarne i criteri. Spese compensate tra le parti.
Resta il fatto che il percorso di Andrea Ferri verso il Consiglio regionale è stato tutto fuorché una passeggiata. Nella sera e notte dello scrutinio del 24 novembre 2025, il seggio della Bat sembrava destinato alla candidata biscegliese Tonia Spina, a discapito dello stesso Ferri: la storia racconta che alla fine entrambi furono eletti.
Ferri, però, lo fu proprio in virtù del meccanismo che oggi è alla base del rigetto del ricorso di Damascelli da parte del Tar. E anche per quella proclamazione dovette attendere fino al 9 gennaio 2026, data ufficiale della proclamazione degli eletti, poiché negli ambienti politici - e di conseguenza su fin troppi organi di informazione - si era nel frattempo diffusa la falsa narrazione di una sua esclusione dal Consiglio regionale, a vantaggio proprio di Damascelli.
Tre date, in definitiva, scandiscono l'intera vicenda: il 24 novembre, giorno dello scrutinio; il 9 gennaio, giorno della proclamazione; il 7 maggio di oggi, giorno della sentenza. In tutte e tre, fatti e pronunce hanno parlato a favore di Ferri.
