La comunità parrocchiale vive ore di grande amarezza e sgomento dopo il grave atto vandalico compiuto ai danni dell’immagine della Vergine Maria durante la Peregrinatio Mariae nel condominio di via Sant’Annibale Maria di Francia n. 80.
L’effigie della Madonna, che da sedici anni entra nelle case e nei condomini della parrocchia come segno di preghiera, pace e benedizione, è stata brutalmente danneggiata: è stata spezzata la mano della Vergine, l’immagine è stata sradicata dalla base, è stata infranta la corona del Santo Rosario e, con tale violenza, è stato rotto persino il vetro del quadro posto dietro la statua.
Non si tratta soltanto di un gesto contro un oggetto religioso. È un atto che ferisce profondamente il cuore di tanti fedeli, di tante famiglie, di persone semplici che accolgono la Madonna nelle proprie case con devozione e speranza. È una ferita inferta al sentimento religioso di un’intera comunità.
Come parroco, sento il dovere di esprimere tutta la mia tristezza e il mio scoraggiamento davanti a quanto accaduto. In sedici anni di Peregrinatio Mariae, la Vergine Maria ha attraversato decine di condomini, entrando silenziosamente nelle case, portando conforto agli ammalati, speranza agli anziani, preghiera alle famiglie, raccogliendo lacrime, affidamenti, richieste di aiuto e di pace.
Mai si era arrivati a un gesto così grave. Naturalmente non intendo accusare un intero condominio né generalizzare. Sono certo che la maggioranza dei residenti sia estranea a questo episodio e condivida lo sconcerto della comunità cristiana. Tuttavia è evidente che qualcuno abbia deliberatamente compiuto questo gesto vandalico con violenza e disprezzo verso ciò che per tanti è sacro.
Quanto accaduto ci obbliga a interrogarci seriamente sul clima culturale e spirituale del nostro tempo. Assistiamo sempre più a un processo di scristianizzazione e di desacralizzazione che avanza in maniera inquietante. Si perde il rispetto non solo per la fede, ma anche per i simboli religiosi, per ciò che rappresenta la storia, la tradizione e l’anima spirituale del nostro popolo.
Ci chiediamo con amarezza: in che mondo stiamo vivendo? Come si può arrivare a colpire con tanta rabbia un’immagine della Madre di Dio, simbolo universale di tenerezza, pace e misericordia? Questo episodio non spegnerà però la nostra fede. Anzi, ci invita ancora di più a pregare, a testimoniare il Vangelo e a riscoprire il valore del sacro in una società che sembra voler cancellare Dio e ogni segno della Sua presenza.
La Vergine Maria continuerà il suo cammino nelle famiglie della parrocchia. Continuerà a visitare i condomini, a entrare nelle case, a portare conforto e speranza. Perché l’odio e il vandalismo non avranno mai l’ultima parola sull’amore, sulla fede e sulla preghiera.
Don Dino Cimadomo - Parroco San Magno Vescovo e Martire

