La messa in sicurezza dell’ex Casa di riposo “Vittorio Emanuele II” rappresenta un primo passo importante. Ma fermarsi al solo recupero strutturale dell’edificio significherebbe perdere un’occasione molto più grande: restituire vita e dignità all’intero complesso dei Cappuccini.
In quella stessa area convivono tre spazi che per anni hanno subito abbandono, degrado e progressiva perdita di funzione: l’ex Casa di riposo, la pineta e il vecchio campo della chiesa.
Tre luoghi vicini che non dovrebbero essere considerati separatamente, ma inseriti in un unico progetto di rigenerazione urbana e sociale.
La pineta, dopo gli interventi necessari per garantire la sicurezza, non può limitarsi a riaprire i cancelli. Serve un vero progetto del verde, con nuove essenze compatibili con il territorio, illuminazione, percorsi pedonali, panchine, aree per bambini e una manutenzione programmata. Deve tornare a essere un parco vissuto dalle famiglie e non soltanto uno spazio attraversato o lasciato nuovamente al degrado.
Accanto c’è poi il vecchio campo parrocchiale, ormai quasi scomparso. Proprio quell’area potrebbe ospitare un playground aperto al quartiere, restituendo ai giovani un luogo nel quale incontrarsi, giocare e praticare sport. Un’ipotesi richiamata anche dal neo sindaco durante l’intervista di domenica 14 e che meriterebbe di trasformarsi in un progetto concreto.
Il cuore dell’intervento resta però l’ex Casa di riposo. La messa in sicurezza è indispensabile, ma deve essere accompagnata da una scelta precisa sulla futura destinazione dell’immobile. Servizi per gli anziani, attività sociali, spazi per le associazioni o funzioni pubbliche: le possibilità sono diverse, purché l’edificio torni realmente al servizio della comunità.
In una sola area Trani potrebbe recuperare tre spazi fondamentali: una pineta vivibile, un playground e una struttura con finalità sociali.
Non servono interventi scollegati, ma una visione unica, capace di mettere insieme verde, sport, servizi e aggregazione. Il complesso dei Cappuccini potrebbe diventare un nuovo centro di vita per il quartiere e un esempio concreto di rigenerazione urbana.
La determina sulla Casa di riposo apre finalmente una strada. Adesso la politica deve avere il coraggio di percorrerla fino in fondo, trasformando un luogo dimenticato in una grande opportunità per la città.
Aldo Ferrante
