Il Consiglio dell'ordine degli avvocati di Trani ha proclamato lo stato di agitazione a causa delle gravi criticità strutturali che colpiscono l'ufficio del giudice di pace, riservandosi anche la possibilità di indire un'astensione dalle udienze.
La delibera, firmata dal presidente Francesco Logrieco e dal segretario Giuseppina Panessa, evidenzia come le ripetute segnalazioni inviate a partire dal 2017 siano rimaste inascoltate. La problematica principale risiede nella cronica carenza di personale amministrativo: a fronte di un aumento del bacino di utenza da 60.000 a oltre 250.000 abitanti - avvenuto dopo la riforma della geografia giudiziaria del 2012 e l'accorpamento di diverse sedi soppresse -, la pianta organica teorica è rimasta bloccata a dodici unità. Nella realtà, tuttavia, il servizio è garantito soltanto da due dipendenti di ruolo e tre applicati temporaneamente. Questa situazione compromette il diritto costituzionale dei cittadini a una giustizia celere e ostacola l'attività professionale degli avvocati.
Per superare l'emergenza, il Coa ha formulato tre richieste precise: l'adeguamento definitivo della pianta organica alle reali necessità del territorio, l'applicazione straordinaria di almeno quattro unità di cancelleria - sfruttando le possibilità introdotte dal decreto legge 100 del 12 giugno 2026 - e l'assegnazione urgente di un numero compreso tra due e quattro nuovi giudici onorari di pace. Il documento è stato trasmesso al ministero della Giustizia e ai vertici della magistratura locale.
