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Amet-Elgasud, urbanistica e dintorni: dura requisitoria del Pd

Operazione Amet-Elgasud, urbanistica e dintorni. Di questo ha parlato il Pd in una conferenza stampa tenutasi al Vin cafè, in piazza Trieste. «Abbiamo voluto informare la città e scuoterla – ha detto il segretario, Gaetano Attivissimo - perché vediamo i tranesi quasi disincantati da quello che succede loro intorno. La verità è che queste di Elgasud e urbanistica non sono vicende burocratiche e di forma, ma intorno ad esse ruotano i destini della nostra storica azienda elettrica e quello di uno sviluppo cittadino corretto».

Un altro componente la segreteria del partito, Nicola Ventura, ha a sua volta chiarito che «attraverso quest’incontro con la stampa vogliamo anche definire e rafforzare il nostro ruolo di partito di riferimento del centrosinistra».

Il gruppo consiliare era rappresentato da Tommaso Laurora, Domenico Cognetti ed il capogruppo Fabrizio Ferrante. I primi due si sono soffermati sulle incertezze dell’urbanistica: «Il Pug, dopo un anno dall’approvazione – hanno detto -, non ha sortito nulla di fatto. In consiglio comunale non abbiamo visto neanche un Pue, ne è arrivato uno in commissione consiliare, ma carente nella documentazione e quindi non trattato, seguendo la linea del nostro capogruppo Ferrante. Ed è grave anche la situazione del contratto di quartiere: c’è uno stallo preoccupante e sono partite lettere alle quattro imprese aggiudicatrici per adempiere ad una serie di prescrizioni. Al momento pare che una sola sia a posto, ma ci chiediamo cosa accadrà a quei cittadini che hanno già versato anticipi a queste imprese».

A Ferrante è toccata, invece, la requisitoria sul caso Amet-Elgasud. «Elgasud – ha spiegato - aggrega tre soggetti (Acea Electrabel, Amgas, Amet, ndr) per renderli competitivi nell’Italia meridionale, ma i fatti ci dicono che il presidente Mangione, già presidente di Amet, ha sempre chiuso i bilanci in negativo e, per ripianarli, ha chiesto alle tre partecipate di svuotare i rami vendita: quando questo avverrà per Amet, l’azienda chiuderà. Noi abbiamo sempre chiesto che quest’operazione passasse dal consiglio comunale in quanto atto di straordinaria amministrazione, l’amministrazione comunale riteneva invece di limitarsi all’assenso del sindaco, come rappresentante del socio unico. Lo scorso 11 dicembre questo si stava verificando, così il giorno precedente lo diffidai formalmente e, solo allora, il sindaco si premurò di chiedere un parere ad un legale esterno al Comune. L’avvocato Gagliardi La Gala ha rilasciato un parere per la cui professionalità va il nostro apprezzamento. Di fatto afferma che avevamo ragione nel richiedere il passaggio dal consiglio. Infatti, se non dovesse esprimersi, sarebbe espropriato dalla sua natura di organo di indirizzo che per legge deve avere. Sarebbe bastato leggersi l’articolo 42 del testo unico degli enti locali, invece Trani ha cercato di solcare le scelte prese in altri comuni, che però il consulente ritiene in conferenti e marginali. Insomma, l’avvocato Gagliardi La Gala dice al sindaco che ha preso un abbaglio e ha posto un argine all’arroganza ed incapacità dell’amministrazione comunale. Ora dobbiamo lottare in consiglio per fermare quest’operazione che avrebbe prospettive poco felici. L’aumento delle bollette, è il nostro primo timore, la chiusura dell’Amet è il secondo. Chiediamo di confrontarci su un piano industriale serio e che il presidente dell’Amet, non altri, venga in consiglio a chiarire ogni cosa. Spiace peraltro che alcuni sindacati aziendali su questa vicenda non si siano fatti sentire come ci saremmo aspettati. Vogliamo la trasparenza e chiediamo la diretta radio e tv sul dibattito che ci sarà in consiglio, altrimenti ci auto-tasseremo».


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