ASCOLTA LA RADIO FM 101 Mhz
Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

Trani, il coordinamento "No biomasse ed inceneritori" propone esami medici ora per chiedere i danni dopo

«Nella Provincia BAT conviviamo quotidianamente con uno stato emergenziale legato alle molteplici proposte per la realizzazione di impianti ad elevatissimo impatto ambientale. Si susseguono vertiginosamente istanze per la realizzazione di inceneritori, impianti a biomasse e cementifici.

Tali proposte hanno tutte un unico comune denominatore identificabile con l’insaziabile desiderio di speculazioni economiche perpetrate da pochi soggetti sull’ambiente e sulla sempre più esposta salute dei cittadini.

Basterebbero le sole recenti vicende legate al cementificio di Barletta della Buzzi Unicem, e sul recentissimo sequestro della I.DA.PRO. di Trani, per bocciare senza alcun appello la pratica dell’incenerimento. Nel cementificio di Barletta sono in corso pratiche autorizzative per incrementare il già elevatissimo incenerimento di materie plastiche dalle attuali 26.000 t/anno sino alle preannunciate 80.000 t/anno. L’impianto di incenerimento e trattamento della I.DA.PRO. è stato posto sotto sequestro con una conseguente Amministrazione Controllata per palesi irregolarità ambientali legate alle emissioni ed alla mancata applicazione della procedura A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale). Forse basterebbero solo questi due pericolosi impianti per spiegare la crescente incidenza di patologie letali sui territori della BAT, ma se si considerano anche le interazioni negative con il traffico automobilistico e tutte le altre sorgenti inquinanti emissive presenti nella provincia l’allarme ambientale e sanitario dovrebbe essere inquietante al punto da sconvolgere anche il radicato ottimismo degli amministratori comunali, provinciali e regionali.

Il coordinamento NO BIOMASSE ED INCENERITORI, attivamente impegnato per contrastare l’abnorme diffondersi di mega-impianti ad elevato impatto eco-sanitario sul territorio, ha potuto verificare che sul progetto per il nuovo cementificio di Trani proposto dalla General Cement Puglia, gravano pesanti anomalie procedurali come la mancata applicazione della procedura A.I.A. prevista dal D.L. 18/2/2005 n. 59 per tutti gli impianti che producono quantitativi di clinker-cemento maggiori di 500 t/anno. Questa ‘stranezza’ procedurale, oltre a costituire un ulteriore beneficio economico nei riguardi della ditta proponente impedisce l’adozione delle migliori tecniche conosciute per la mitigazione degli impatti ecologici e sanitari. Tutto ciò dovrebbe allarmare, anche e soprattutto, i politici locali che, respirando la stessa aria dei cittadini, risultano similmente esposti alle emissioni inquinanti.

Invece, ciò non si verifica. Anzi, sempre più frequentemente rileviamo la cieca fiducia degli Amministratori nei confronti delle strabilianti magie raccontate dalle ditte proponenti. Per altri versi, pur sforzandoci di scorgere qualche segnale vitale nella sensibilità ecologista dei rappresentanti politici, intravediamo unicamente timide affermazioni che non evidenziano mai, in maniera chiara ed incontrovertibile , posizioni ecologicamente ben definite.

Il pensiero criptico degli Amministratori locali è ben rappresentato dalla fumosa posizione nella gestione sulle tematiche ambientali della Provincia BAT, che su tali progetti, è chiamata con cognizione di causa ad esprimersi e a condurre i procedimenti di Valutazione d’Impatto Ambientale. Ci appare incredibile che i politici della sesta provincia non siano mai stati colti da dubbi circa la necessità di porre un freno al dilagare dei progetti di impianti a biomasse; che non si siano mai espressi nei confronti dell’incenerimento di materie plastiche da parte della Buzzi Unicem, nell’abitato di Barletta; che ignorino la mancata applicazione della procedura A.I.A. per il nuovo cementificio proposto a Trani.

E’ ormai evidente che su tali questioni ci sono sensibilità ben differenti. Se da un lato vi sono le associazioni ambientaliste, i comitati, i contro-forum, e tutte le forze di base della cittadinanza attiva; dall’altro vi è l’inossidabilità degli Amministratori regionali, provinciali e locali, che non sono mai attanagliati dal tarlo del dubbio. Per loro è solo un caso che il nuovo cementificio di Trani sorgerà a ridosso della discarica di bacino perché nel cementificio non potrebbe mai verificarsi la combustione di rifiuti; è solo una bizzarria economica che, in piena crisi dell’edilizia, si stiano moltiplicando esponenzialmente le istanze progettuali per nuovi cementifici; è solo una coincidenza che nella capitanata stiano sorgendo comitati per contrastare un altro grande cementificio proposto dal gruppo veneto Grigolin; è solo una circostanza fortuita che dal cementifico di Trani a quello di Barletta della Buzzi Unicem ci siano solo sette chilometri e che le emissioni di micropolveri, ossidi di azoto e di ossidi di zolfo non si sommeranno in modo letale; ed infine, è solo falso allarmismo il danno ambientale connesso alla combustione di 19598 t/anno di carbone per alimentare i forni del cementificio.

Ebbene, in questo quadro inquietante emerge una preoccupante posizione ambigua dei politici locali, ma ancor più della Provincia BAT, chiamata anche all’espletamento dei compiti connessi alla Pianificazione Energetica Provinciale.

Il Coordinamento NO biomasse ed inceneritori, chiede che nella stesura del Piano Energetico Provinciale, siano adottate le dovute procedure democratiche con una concertazione partecipata ed attiva delle associazioni e dei cittadini. Il Coordinamento è fortemente preoccupato dalla possibilità che, in questa delicata fase programmatica e decisionale, gli interessi economici delle lobby energetiche e dei rifiuti possano prevaricare prepotentemente sul rispetto dell’ambiente e sul diritto alla salute dei cittadini.

Il Coordinamento si attiverà nelle singole città con iniziative di mobilitazione di massa, inoltre propone una Class Action Preventiva, inviterà cioè tutti i cittadini a munirsi di certificazioni mediche che attestino lo stato di salute attuale per poi chiedere il risarcimento dei danni sia agli amministratori politici che ai gestori industriali qualora dovessero insorgere patologie correlate all’inquinamento in tutte quelle sedi a rischio, come a Barletta laddove il cementificio vuole potenziare il carico di inquinanti o ad Andria e a Trani che saranno presto vittime delle polveri di un nuovo cementificio»

Salvatore Ferrante, Legambiente Canosa

Ruggiero Isernia, Legambiente San Ferdinando

Alessandro Zagaria, Collettivo Exit Barletta

Francesco Bartucci, Legambiente Trani

Maurizio Monopoli, Bisceglie

Domenico Damiano Piscardi, Coordinamento comitati per Andria città sana

 

 


Notizie del giorno

Alta marea anomala, l'acqua invade il piazzale della Lega navale Vento impetuoso, giù tre alberi: nessuna conseguenza Emergenza vento: villa comunale chiusa, verifiche sul verde pubblico Patronale, diffuso il programma: «Sarà festa della meraviglia» Caso fotografo, parla il legale: «Adulterio scoperto e macchinazione ai suoi danni, altro che stalking» Battiti, accertati danni in piazza Quercia. Galiano in radio: «Riparandoli, si ripulirà anche la pavimentazione» Campane, appello Amiu ignorato: ecco i primi abbandoni selvaggi. Galiano: «Saremo severi» Il Trani si è radunato e profuma di rosa: un abbonato su cinque è donna Memorial Avantario, lo Sporting ricorda il «sindaco gentiluomo» con il tennis TRANINCHIARO. Maggioranza compatta, ma ai vertici perde un’occasione politica «Ripartire dal mare per rilanciare la blue economy»: il talk di Forza Italia con sindacati e categorie Oasi è tornata in centro: nuova sede e servizi per anziani e migranti Sant'Anna, prosegue il percorso verso la festa Regolamento dehors, oggi incontro in biblioteca per illustrarlo e confrontarsi Rotary e giovani, oggi in biblioteca confronto sul futuro del volontariato digitale "Dove il futuro mette radici": focus su giovani, lavoro e sviluppo della Puglia questo mercoledì in biblioteca Cultura incontra città, per «Agorà» di Tranensis domani Trifone Gargano Ottocento anni di memoria francescana: Fondazione Seca porta in piazza Duomo il 22 agosto il musical «Forza venite gente» Siepi, taglio in corso. Fino alla prossima emergenza Finti benefattori trasformano marciapiede in discarica: «Quando ho preso la targa è fuggito» Galiano in radio: «Calice soppresso? Non è ancora detto». E riapre al Giullare Ponte sulla Trani-Andria, si varano le travi: disagi fino a fine mese «La notte dei figli delle stelle», Trani unita nel nome di Saverio Prosegue il progetto "Il Sogno di Angelica": da Trani al Kenya la solidarietà non si ferma Stalking contro ex genero, chiesto giudizio per fotografo tranese Emergenza caldo, gli ingegneri Bat: «Sicurezza cantieri sia parte integrante della progettazione» Emergenza caldo, Merra (Gs) pensa anche agli animali: «Si tutelino con idonee misure» Da Kubrick a Hitchcock, passando per Antonioni: torna «Cinema fuori museo» di Fondazione Seca