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«Il colore del melograno», domani sarà presentato il libro di Giuseppe Scelsi

C’è tutta la tragedia celata dietro la fine di regimi ingannevoli e totalitari, quelli che hanno messo in ginocchio interi popoli, nel primo romanzo del magistrato Giuseppe Scelsi, dal titolo “Il colore del melograno” (ed. Besa), uno scritto che spinge alla curiosità verso una patria, l’Albania, della quale siamo non solo dirimpettai, ma anche spettatori delle vicende storiche degli ultimi decenni: il romanzo verrà presentato a Trani, nelle sale del Circolo Unione, sabato 27 novembre alle 18.30, nel corso di un incontro organizzato in collaborazione con la Fidapa di Trani e l’Associazione nazionale magistrati.

Una serata che, presentata e moderata dalla giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Lucia de Mari, vedrà la presenza dell’autore e di Marcello Veneziani, che dibatteranno del libro insieme al dott. Carlo Maria Capristo (Procuratore della Repubblica di Trani) e al dott. Antonio Lovecchio (Presidente Gip-Gup Tribunale di Bari).

Il romanzo narra la storia di un ufficiale dell’esercito albanese, talmente impregnato di ideologia da rendersi conto della caduta del regime comunista solo il mattino in cui la sua caserma viene abbandonata dai propri soldati. Poi, tutti in fuga verso la democrazia: siamo nei primi anni ’90 ed il protagonista,il sergente Filip Galimuna, albanese convinto di servire la patria e il suo popolo, è invece spettatore suo malgrado dell’autodistruzione della sua famiglia e poi dell’abbandono della sua patria. Traffico di uomini e di sentimenti. Ma gli rimane la sua passione per il pianoforte, mai sopita e mai abbandonata: è il suo passaporto per la libertà, per la speranza di ricostruirsi una vita ed un’unità familiare messa a dura prova dal tradimento della moglie e dal suicidio del figlio maggiore, dando luce alla seconda chance che la vita gli ha riservato: l’arrivo in Italia e l’acoglienza presso un anziano musicista che lo rilancia nella carriera musicale internazionale. Per Galliuma il passato non si può cancellare, ma può servire d lezione. Molta la sofferenza che scorre fra le pagine di questo libro, abile l’autore a descriverne i risvolti più amari, ma sempre con una speranza di riscatto.

L’autore, andriese di nascita, magistrato da quasi trent’anni ed in forza alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, di storie evidentemente ne ha “viste” tante: questa di Fipil Galimuna è quasi una summa di situazioni intrise di cronaca da un lato e quotidianità dall’altro, sotto la cappa oscura della storia di quel popolo, certamente messe insieme con estrema competenza e precisione. Noi, testimoni spesso superficiali di quelle vicende, con questo romanzo abbiamo l’occasione di conoscerle da vicino.

 


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