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Cattedrale di Trani, si è tenuta una celebrazione solenne per il 30° anniversario della morte di Re Umberto II. Le foto

I confratelli facenti parte dell’ Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro con le loro caratteristiche tuniche rosse e celesti, con in petto la croce sabauda, hanno voluto rendere omaggio alla figura dell’ ultimo Sovrano d’ Italia. Con il nuovo Statuto dell’ Ordine possono accedervi anche le Dame; ne fanno parte i nobili italiani ed europei, ma anche coloro i quali si sono distinti nel campo delle scienze, della ricerca, delle lettere, dell’ industria e degli affari purchè condividano le finalità filantropiche ed umanitarie dell’ Ordine .L’ Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro conta attualmente quattromila membri, fra cavalieri e dame, distribuiti in trentatré Paesi, dove è rappresentato da delegazioni nazionali e regionali.

Normalmente vengono tenute due cerimonie ufficiali annuali a cui partecipano tutti gli insigniti; la prima si tiene in Francia presso l’ Abbazia di Altacomba per commemorare i principi defunti di Casa Savoia, la seconda invece consiste nella convocazione del Capitolo Generale dell’ Ordine e ha luogo in Svizzera. Il Consiglio dell’ Ordine è oggi presieduto dal Principe Emanuele Filiberto di Savoia; il delegato pugliese è l’ avvocato molfettese Angelo Gadaleta fautore e promotore dell’ iniziativa a Trani. Essere Dame e Cavalieri oggi significa prestare servizio per la comunità e per la difesa della fede così come volle Papa Gregorio XIII che affidò con la Bolla Papale l’ Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro alla Casa Savoia nel XVI secolo.

Fare parte oggi di questo ordine significa, come più volte ripetuto nel corso della cerimonia, difendere i valori ed occuparsi dei più deboli attraverso opere di beneficenza. Agli aspiranti cavalieri sono, per statuto, richieste le doti di onestà, fedeltà, comprensione, generosità e perdono, qualità queste più volte ribadite nell’ omelia da S. E. Mons. Giovanni Battista Pichierri, Arcivescovo di Trani e Grand’ Ufficiale dell’ Ordine cavalleresco, che ha officiato la solenne celebrazione.

Le dame e i cavalieri in processione sono entrati nella cripta ai cui lati si trovavano già posizionati i gonfaloni della città di Barletta, della Provincia BAT, dell’ Associazione Marinai d’ Italia, delle Guardie d’ Onore delle reali tombe del Pantheon,oltre naturalmente la rossa bandiera sabauda. Suggestivo il colpo d’ occhio proprio per la caratteristica cocolla o veste da cerimonia che è rossa bordata alle maniche di bianco e con un collare di stoffa bianca, abbottonata sul davanti di rosso. Sul frontale davanti si trova l'insegna dell'ordine ricamata, consistente in una croce mauriziana in bianco dalla quale fuoriescono quattro bracci in verde.

Sul frontale la veste è completata da un cordone annodato che ricade sul petto. Monsignor Pichierri dopo aver ricordato il periodo liturgico che stiamo vivendo di preparazione alla Pasqua, nella sua omelia ha esaltato la fede e le virtù di re Umberto II che, anche in punto di morte, il 18 marzo alle 15.35, presso l’ Ospedale Cantonale di Ginevra, rivolgeva il suo pensiero all’ amata Italia, di cui aveva una profonda nostalgia e che non aveva potuto rivedere essendo in esilio. In occasione delle solenni esequie presso la Reale abbazia di Altacomba, migliaia di italiani portarono conforto e testimonianza di fedeltà a Casa Savoia fino a tarda notte, con un incessante omaggio al feretro del quarto Capo di Stato d' Italia.

L’ Arcivescovo ha poi sottolineato il legame di Casa Savoia con la Chiesa:il re infatti donò nel 1981 con lascito testamentario la Sacra Sindone e tutto ciò che era conservato nella Cappella del Duomo di Torino alla Santa Sede di Roma . Più volte il sovrano incontrò il papa in terra straniera, visto che non poteva entrare in territorio italiano. Mons. Pichierri ha ricordato alcuni episodi di casa Savoia e le alterne vicende; ha poi sottolineato la nostalgia di cui soffriva il sovrano: andava spesso con la memoria ai ricordi del cuore e a tutti i luoghi a cui era legato.

Ha poi ribadito il concetto di nobiltà d’ animo che non è fregiarsi di titoli o insegne ,ma essere al servizio dei meno fortunati con opere di solidarietà e assistenza in favore della Terra Santa, dove i cristiani sono una minoranza. A conclusione della cerimonia è stata data lettura della preghiera di Casa Savoia che incarna i principi e le finalità dell’ Ordine, poi ha preso la parola il Delegato per la Puglia, l’ avvocato Angelo Gadaleta che ha ringraziato tutti coloro i quali sono intervenuti alla cerimonia, molti anche da zone lontane della Puglia, prima di tutti l’Arcivescovo di Trani ribadendo l’ alto valore che ha rivestito la celebrazione.

I valori incarnati dal re Umberto II sono ancora oggi attuali e vanno tramandati alle future generazioni. Per concludere ha dato appuntamento a dame e cavalieri in primavera per il Capitolo Generale dell’ Ordine, mentre Mons. Pichierri, dopo aver formulato gli auguri per la prossima Pasqua,ha ringraziato i presenti dicendo che i confratelli devono essere onorati dell’ eredità spirituale trasmessa da Casa Savoia che, anche in un regime di democrazia, significa essere degni cittadini italiani anche nei comportamenti.

fonte www.iltitolo.it


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