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«9 dicembre» a Trani, Negrogno (Sel): «La rivoluzione è ben altra cosa»

Vi ho guardati manifestare questa mattina, con i fischietti, con il fare a volte goliardico tipico delle manifestazioni, gli slogan più da stadio che da protesta e qualche calcio studentesco alle saracinesche dei poveri commercianti. Ho visto anche chi eravate, c'erano gli ultras, quattro studenti frusciaiuoli che se erano miei figli andavano a scuola a calci nel culo, ho visto alcuni dei più assidui frequentatori delle sale scommesse ed ho visto anche qualcuno che aveva le sue buone ragioni per stare li ed erano quelli più seri e silenziosi.

Vi chiedo innanzi tutto se davvero vi sembrava pacifica questa vostra manifestazione, se davvero ritenete che i commercianti fossero liberi di scegliere se abbassare o meno le loro saracinesche, se non fossero un tantino intimoriti dalle vostre urla e dai vostri “scemo scemo chiudi chiudi”. Riconosco che non vi era una vera e propria ideologia come ce l’hanno gli scaltri organizzatori della vostra manifestazione, difficile trovarla tra la maggior parte di voi, semmai c’era parecchia disperazione buttata qua e la ed inconsapevolezza per altri. 

Gli organizzatori della vostra manifestazione mi fanno venire in mente la Repubblica di Weimar. La grave crisi economica, la disoccupazione e l'inflazione di quegli anni avevano esasperato il popolo tedesco ed infine la crisi del 1929 con il crollo della borsa di New York, fecero precipitare la situazione e favorirono la svolta autoritaria, la dittatura nazista che sappiamo come è andata a finire. 

Però, invece di prendervela con i potenti, ve la siete presa con i commercianti già vessati e che devono fare tutti i giorni i salti mortali per portare avanti le loro attività. E voi, cari studenti frusciaiuoli, già mi immagino quando sarete tornati a casa,  guai a vostra madre se non vi ha fatto trovare un piatto fumante a tavola, la fame e la mamma che prepara da mangiare sono un buon pretesto per mettere in pausa la rivoluzione. Cari studenti frusciaiuoli studiate invece di fare rivoluzioni che non capite, così sarete colti e sarà difficile strumentalizzarvi, con la cultura si domina tutto, studiate e potrete cambiare le cose con cognizione di causa. 

A voi adulti, ultras, scommettitori, disperati che tante volte avete votato chi vi ha promesso cose personali che poi sicuramente non ha mantenuto, invece vi faccio una proposta: invece di spaventare i commercianti, perché non provate ad esempio a non scommettere più, lo Stato che voi combattevate stamattina, prenderà i vostri soldi nel pomeriggio con le vostre scommesse disperate, dove voi pensate di poter cambiare la vostra vita mentre invece la mandate ancora più a fondo. Non fumate più perché oltre ad ammalarvi lo Stato prende la maggior parte di quanto voi pagate le vostre sigarette, non andate più allo stadio e non guardate le partite su Sky dove, con la scusa del pallone, prendono i vostri soldi e li mettono nelle mani di poche persone, non depositate più i soldi in banca se li avete, facciamo queste azioni che sono contro i potenti e contro uno Stato che non ci ascolta, non facciamoci del male da soli con queste manifestazioni inutili, non serve.  Lo so è dura non guardare la partite e non fumare ma, credetemi, è più dura abbassare la saracinesca di uno che vuole e deve lavorare. 

E poi la rivoluzione più grande è quella che si fa con una matita nella cabina elettorale e non venite a dirmi che non serve perché i politici sono tutti uguali, ve lo assicuro, non potete saperlo come sono gli altri visto che sia a Trani che a Roma, votate sempre le stesse persone di cui poi vi lamentate e poi le rivotate nuovamente solo perché magari hanno cambiato partito o gli hanno cambiato il nome. Questa cosa, neanche se mi ubriaco di birra a volte regalata a fiumi riesco a capirla. 

Facciamo lavorare i nostri commercianti e i bimbi facciamoli andare a scuola, la rivoluzione è un’altra. 

Rino Negrogno SEL - Responsabile del Gruppo Politiche Sociali e Politiche del Lavoro


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