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«Appuntamento con Trani». Corrado (Ncd): «Il sindaco azzeri la giunta e tutte le cariche, noi non chiederemo nulla»

«Credo sia giunto il momento di fermarsi e parlare dei problemi della nostra città. Ritengo che il sindaco debba togliere il tappo che sta strozzando Trani. In un momento di completo immobilismo della giunta e confusione politica, il primo cittadino ha la responsabilità di prendere in mano la situazione e guidare la nostra città fuori delle sabbie mobili in cui si è impantanata». Così s’era espresso nei giorni scorsi il consigliere comunale e provinciale Beppe Corrado, eletto nelle file dell’ormai ex Pdl.

Corrado, che aveva preso prende spunto dalla notizia, resa dalla Cgil e smentita dall’assessore al ramo di Trani, Rosa Uva, secondo cui Trani e Bisceglie non avrebbero presentato alcun progetto per il Piano di azione e coesione del Piano di zona (con l’ipotesi, non confermata, che avrebbero perso i relativi finanziamenti), sostiene che sia «arrivato il momento di pensare ad un nuovo patto, aperto a tutte le forze sane che vogliono condividere un nuovo percorso che deve avere un unico obiettivo: la rinascita della nostra città».

Detto da un consigliere ormai da tempo «dissidente», e recentemente transitato nel Nuovo centrodestra di Alfano, l’appello si sarebbe potuto leggere in due modi: il primo, una mano tesa al sindaco, affinché azzeri la giunta e riscriva maggioranza ed obiettivi di governo prima di dare vita ad un nuovo esecutivo; il secondo, tutti a casa e ripartire da zero.

Ebbene, Corrado, ospite ieri del tradizionale programma domenicale di Radio Bombo, ha apertamente dichiarato di puntare al primo obiettivo. «Dopo quella mia presa di posizione – ha spiegato il consigliere – il sindaco Riserbato ha indetto una riunione di maggioranza in cui ho chiesto ufficialmente l’azzeramento dell’esecutivo senza chiedere nulla in cambio, in fatto di visibilità e poltrone. Il sindaco ne ha preso atto e, nei prossimi giorni, valuterà il da farsi. Se non fosse così, valuteremmo il futuro provvedimento per provvedimento, ma, certamente, non trameremo per mandare a casa l’amministrazione»

Quali sarebbero, però, gli argomenti di un mini programma condiviso sul quale azzerare e ripartire? «Per prima cosa – risponde Corrado -, la rivisitazione del Piano urbanistico generale, con tutte le parti in causa, per una robusta revisione dello stesso in consiglio. Inoltre, una seria riflessione sul futuro di Amet ed Amiu, di cui sono molto preoccupato: non conosco cosa accada all'interno di entrambe, bisogna ripensare ai servizi che debbano svolgere e, probabilmente, si deve ragionare sulla fusione».

Va da sé che, coinvolgendo nel ragionamento anche le ex municipalizzate, la «lavagna pulita» dovrebbe riguardare tutto, vale a dire sia le partecipate, sia ogni altro organismo. Tuttavia, così facendo, non si rischierebbe, paradossalmente, la paralisi? «Si – risponde Corrado -, se collegassimo le future scelte ai consiglieri comunali. A noi, invece, piacerebbero organismi snelli,  con assessori d'area, ma sganciati dalle logiche che finora si sono adottate».


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