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Polizia locale Trani, sui nuovi precari la giunta rinvia di nuovo. E Santorsola (Sel) pensa ad una delibera della minoranza

«AiutooO,  risparmi chi può!». E’ questo il grido di allarme che dovrebbe echeggiare nelle stanze del Palazzo di citta dopo aver avuto notizia del risarcimento miliardario chiesto dai vigili urbani “rottamati” dalla nostra Giunta. E invece i nostri amministratori, senza neanche curarsi delle richieste di dialogo e degli inviti ad una soluzione mediata, licenziano il provvedimento ed i vigili e deliberano l’assunzione a tempo determinato di 5 precari (ma anche ieri la giunta ha rinviato l'argomento, ndr) che devono essere attinti dalle liste delle città viciniore; nonostante 4.463.000 buone ragioni per fermarsi a riflettere i nostri tirano dritto senza curarsi della sofferenza dispensata a larghe mani.

La vicenda riguarda sedici vigili urbani che dal 2005 hanno prestato servizio nella polizia municipale con contratti a termine rinnovati spesso in occasione di scadenze elettorali, una vicenda triste che possiamo considerare emblematica del modo di fare politica nella nostra città: politicizzare tutto riportando ogni atto ed ogni persona a questo o a quell’esponente politico salvo poi a mormorare, facendo spallucce, che non sono fatti nostri e “ andassero a ricorrere altrove..”.

Certo sarebbe facile nascondersi dietro l’alea di un sistema non condivisibile di scorciatoie, ma nessuno può ignorare la sofferenzache deve essere costata in termini di dignità, allora, e la sofferenza che oggi si infligge alle loro famiglie.

Forse non sono del tutto privi di colpe ma i veri colpevoli sono quelli che, allora, li hanno illusi e comprati con un utile sogno di serenità lavorativa.

Girarsi dall’altra parte ed evitare di assumere responsabilità che non portino benefici personali non può essere un mantra politico …..ed io non intendo farlo.

Non si può, infatti, non essere vicini a quelle sedici famiglie che da un giorno all’altro si sono ritrovate a vivere la tragedia della disoccupazione in una giungla di disperazione nella quale o si è troppo vecchi per inventarsi un nuovo lavoro o si è troppo giovani per averne uno vecchio.

Nei loro confronti si è, infatti, abbattuta la mannaia di una amministrazione che, incurante delle regole quando ha approvato i bilanci con il parere sfavorevole dei revisori dei conti o quando ha speso cifre iperboliche in feste ed inaugurazioni o quando ha elargito a posteriori anche i fondi di riserva, all’improvviso, si è dichiarata inflessibilmente osservante della legge.

Con estrema leggerezza, senza prendere in considerazione misure alternative, ignorando gli orientamenti della Corte di Giustizia della Comunità Europea o della giurisprudenza amministrativa, la Giunta ha proceduto a ritmo “renziano” verso la soluzione legale piuttosto che verso l’alternativa più utile alla comunità ed ai singoli.

Tanto grande è la vocazione alla spesa inutile che ci ritroviamo con sedici famiglie alla fame, sedici vigili esperti sostituiti da 5 precari, 4.463.000 euro di danni richiesti, sedici procedimenti amministrativi che peseranno sulle casse comunali, 5 vigili assunti che corrono il rischio di non incominciare mai il loro servizio e che presenteranno ulteriori richieste di risarcimento ed avvieranno altri procedimenti legali e..…..il tutto senza avere un solo vigile in più.

Alcuni consiglieri stanno tentando di astrarsi dalle convenienze personalistiche e di analizzare la vicenda con la lente della giustizia piuttosto che con quella della legalità a tutti i costi.

Intendono, infatti, chiedere un consiglio monotematico per esaminare una bozza di delibera con la quale, alla luce degli ultimi orientamenti della dottrina e della giurisprudenza, propongono di stabilizzare i vigili che hanno superato le selezioni per titoli ed esami del 2005 e del 2009 ed hanno prestato servizio per più di 36 mesi.

Questa opera di mediazione in fondo è il vero compito della politica, raggiungere quella sintesi tra regole e necessità, tra legalità e giustizia perché, altrimenti, basterebbe mettere un legale a gestire, libretto alla mano, la cosa pubblica.

Ho paura però che questa sarà un’altra occasione persa per essere giusti e per utilizzare correttamente i denari dei cittadini, un’altra probabile emorragia economica ai quali si dovrà fare fronte con altri sacrifici dei contribuenti, un’altra occasione persa per poter gridare  “We are happy from Trani”.

Mimmo Santorsola (Capogruppo Sel Trani)


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