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Amet Trani, i Verdi citano l'organo di vigilanza: «Tre milioni e mezzo di debiti, i dipendenti rischiano il posto di lavoro»

A gettare benzina sul fuoco della crisi politica e gestionale che attraversa Amet Spa giunge una nota dei Verdi che apre nuovi e preoccupanti scenari sul futuro dell’ultracentenaria azienda ex municipalizzata dell’energia elettrica.

Più che un’interrogazione, quella del segretario provinciale, Michele di Gregorio, e del consigliere comunale, Francesco Laurora, appare una «rivelazione» di presunti problemi ed inadempienze su cui potrebbero accendersi anche riflettori diversi da quelli della politica.

La prima circostanza riferita (tutte sono precedute da un «si legge», che lascerebbe presupporre la disponibilità di documenti ufficiali in tal senso) è «la decisione unanime di scioglimento e messa in liquidazione della società Amet energia per i risultati negativi di bilancio, con previsione di ricapitalizzazione della società per 70mila euro, ed il Cda prende atto dell’impossibilità o incapacità di sciogliere la società stessa».

Ed ancora: «Quadri aziendali apertamente ostili nei confronti di alcuni amministratori, e questi ultimi decidono di adottare provvedimenti disciplinari; quadri aziendali che si rifiutano di svolgere attività aziendali presuntivamente ricadenti nelle loro mansioni contrattuali, e ricorso di Amet a consulenti esterni con aggravio di costi; fidejussioni, a garanzia di operazioni dell’Amet, mai autorizzate o addirittura sconosciute al Cda; richieste di pagamento della Vigilanza tranese ed amministratori che affermano l’inesistenza di un contratto formale; contratti di consulenza esterni sottoscritti senza il parere del Cda, e quest’ultimo che non ratifica il contratto; concorsi banditi dalla società partecipata Stp e mancanza di conoscenza degli stessi da parte di Amet; accordi con i sindacati prima sottoscritti dall’amministratore delegato e poi bocciati dal Cda; dipendenti che, per la sospensione delle categorie superiori attribuite, non offrono più la loro collaborazione e fanno rimanere in bilico la gara per i lavori di competenza Amet per la Provinciale Trani-Andria; difficoltà nel bandire le gare necessarie per le attività della società, per contrasti sulla competenza di chi debba seguirne la procedura, ricorrendo al solito, dispendioso consulente esterno; le parcelle “notevoli” dell’avvocato dell’Amet per la questione del termovalorizzatore; sentenze di primo grado che dispongono la reintegra di un lavoratore assunto con contratti di consulenza, poi trasformato a progetto, dichiarate appellabili e quindi rivedibili in senso favorevole all’Amet, che invece non vengono appellate per la decisone di una parte del Cda».

Infine, al situazione finanziaria. I Verdi riferiscono che «Amet ha, nei confronti della Cassa conguaglio, alla data attuale e come già notificato allo stesso socio, un’esposizione debitoria di circa tre milioni e mezzo di euro. E l’organo di vigilanza scrive di una «gravissima situazione finanziaria, che deve essere portata debitamente a conoscenza delle organizzazioni sindacali perché tutti i dipendenti si rendano conto dei gravi pericoli cui vanno incontro per quanto concerne il mantenimento del posto di lavoro».


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