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Volevano licenziarlo, invece s'è ripreso tutto e non chiederà neanche i danni: il «riscatto» dell'avvocato del Comune di Trani

Ha subito un procedimento disciplinare e, persino, rischiato il licenziamento. Oggi, invece, ha riavuto tutto e, persino rafforzato la sua posizione di legale del Comune di Trani. La storia dell’avvocato Michele Capurso sembra l’emblema di quelle vicende della vita amministrativa che, dopo che hanno destato per settimane, o mesi, il più profondo interesse dell'opinione pubblica e degli addetti ai lavori, finiscono sistematicamente nel dimenticatoio, ignorandone le evoluzioni.

A carico di Michele Capurso, responsabile dell'Ufficio legale del Comune di Trani, il 26 gennaio 2012 e l’8 agosto 2012, l’allora segretario generale e dirigente della competente ripartizione, Francesco Paolo Russo, aveva avviato un procedimento giudiziario per una serie di vicende attinenti la gestione del contenzioso del Comune di Trani.

Il primo provvedimento era la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio per un mese, con relativa privazione della retribuzione per quindici giorni, applicata da Russo nei confronti di Capurso «per la insubordinazione da questi manifestata in merito ai conferimenti di incarichi legali operati dal dirigente del contenzioso, con conseguente rifiuto di consegnare gli atti, se non ad un ufficiale di polizia giudiziaria».

Un altro procedimento a carico di Capurso riguardava l'ordine di servizio, a firma congiunta del dottor Russo e del comandante pro tempore della Polizia locale, Antonio Modugno, con il quale si disponeva l'assegnazione dell'avvocato Capurso, a far data dal 17 gennaio 2012, all'ufficio del contenzioso per la gestione dei ricorsi avverso le sanzioni amministrative del Codice della strada presso la sesta ripartizione del Comune di Trani.

La Sezione lavoro del Tribunale di Trani aveva subito dichiarato nulla la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio comminata all'avvocato Capurso, ed aveva condannato il Comune di Trani a pagare tutte le relative spese.

Il dottor Russo, tuttavia, da lì a poco avrebbe aperto un altro procedimento nei confronti dell'avvocato Capurso, relativamente ad asserite assenze ingiustificate, al fine di applicare il licenziamento senza preavviso del funzionario.

L’avvocato Marozzi, difensore del Comune, trasmetteva un proprio parere pro veritate manifestando orientamento nettamente contrario alla sanzione disciplinare, «per assoluta mancanza dei presupposti di fatto e diritto».

In altre parole, il Tribunale del lavoro da una parte, e lo stesso difensore del Comune dall'altra, hanno pienamente legittimato l'operato dell’avvocato Capurso, rendendo vane tutte le contestazioni a suo carico.

In questo modo, il Comune di Trani ha rinunciato all'appello avverso la sentenza del giudice del lavoro, l'avvocato Capurso ha rinunciato ad ogni ulteriore pretesa, compresi gli eventuali danni da mobbing, e l’amministrazione comunale s’è impegnata a corrispondere all'avvocato Carpagnano, difensore di Capurso, il rimborso delle spese legali sostenute. E così, complessivamente, il pagamento degli avvocati Marozzi e Carpagnano è stato determinato nella somma netta di 11mila euro.

Finisce in questo modo una vicenda, per la verità, più che imbarazzante in seno al Comune di Trani e ad alcune delle più importanti figure apicali degli ultimi anni. Oggi l'avvocato Capurso è tornato ad essere il capo dell’avvocatura comunale che per tanti anni ha svolto, nel bene e nel male, con dedizione all’ente, il suo compito riuscendo, soprattutto, nell'obiettivo non facile di consentire al Comune di Trani di risparmiare ingenti somme per l'affidamento di contenziosi legali all'esterno. 


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