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Mercato di Trani, Santorsola (Sel) indica la svolta: «Suddividiamolo in mercati rionali»

Mi fa proprio strano leggere sui media locali di amministratori comunali che dall’alto della loro posizione di potere fanno una inutile quanto infantile ironia sulle proposte avanzate da consiglieri dell’opposizione in merito alla soluzione di problemi che riguardano tutta la comunità e non questa o quella parte politica.

Non è politicamente corretto perseverare in un atteggiamento di autoreferenzialità ed è assolutamente poco responsabile ignorare i suggerimenti che provengono da interi settori del consiglio comunale, specie se questo avviene per futili motivi personali.

Io non so se il progetto di riorganizzazione del mercato settimanale sia stato tracciato dal Sindaco in assoluta solitudine o se sia invece stato supportato da qualche insigne Solone ma sta di fatto che, prendendo in prestito una famosa battuta di Fantozzi, si tratta solo di “una ca… pazzesca!”.

Non mi sembra, infatti, né innovativo né tanto meno razionale rimanere ancorati a schemi che risalgono ad epoche in cui per fare un mercato bastava un pezzo di via Bovio e la città era un pugno di case intorno ad un centro storico abitato.

Oggi, con una popolazione di oltre 60.000 persone e la presenza di nuclei abitativi che hanno invaso le campagne e sono distanti diversi chilometri dal centro direzionale, sarebbe opportuno rispettare le direttive europee, aderire ai piani di prevenzione suggeriti dal buon senso e dalla pratica di chi vive ogni giorno l’emergenza sanitaria, diversificare l’offerta mercatale creando, nel contempo, nuovi posti di lavoro.

Questo obiettivo potrebbe essere raggiunto suddividendo il mercato generale in mercatini rionali la cui frequenza potrebbe essere variamente distribuita nella settimana e che potrebbero anche vedere le varie zone della città contendersi la specificità dei prodotti offerti o diventare attrattiva turistica come succede in tante città del mondo.

Mi riferisco, per essere più chiaro, ad un mercato con maggiore offerta di generi alimentari che potrebbe lasciare il posto ad un mercato delle erbe, ad un vendita prevalente di abbigliamento o di calzature che si alterna ad una esposizione di oggettistica e di complementi di arredo, senza dimenticare la necessità, tuttora inevasa,  di avviare la realizzazione di un mercato ittico che documenta da sola la incapacità delle ultime amministrazioni ad affrontare le reali esigenze della popolazione amministrata.

Qualche volta avere l’umiltà di ascoltare ed essere tanto intelligenti da cambiare le proprie decisioni potrebbe essere utile a se stessi ma ancora di più alla citta, non dimenticando che piccoli mercati rionali sarebbero più facilmente controllabili dalla polizia municipale e potrebbero rispettare quei parametri di igiene ambientale e personale che oggi sono totalmente dimenticati ed espongono tanto gli acquirenti quanto la popolazione residente nelle zone mercatali a disagi fisici e sanitari gravosi.

Il circolo SEL di Trani si impegna a tradurre questa proposta in un piano concreto da sottoporre al giudizio dei cittadini e, perché no, degli amministratori.

Mimmo Santorsola (consigliere comunale Sel)


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