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Crisi Amet, De Laurentis (Pd): «Il sindaco di Trani si adoperi per un immediato consiglio comunale monotematico»

L’anziana signora sta per compiere 106 anni. Avete capito bene: centosei anni. Un’istituzione per la nostra Città. Una Società a lungo invidiata da tutti i capoluoghi del Meridione: basti pensare che Bari e Napoli non hanno Società di distribuzione dell’energia.

Prima di pensare di perdere questo primato, Trani, che di primati ne ha già persi tanti (pietra e turismo su tutti) farà bene a riflettere se la cura migliore per la “malattia” sia veramente la “Privatizzazione”, quantomeno adesso.

Ma andiamo per gradi. Per dare “la cura” è necessario conoscere la malattia che il sig. Sindaco sembrerebbe attribuire alle aspirazioni di Dipendenti e Sindacati locali del settore Elettricità. Vero è che il giorno 30 maggio il settore Elettricità ha scioperato, ma per quello che ci consta, l’ha fatto per richiamare l’attenzione generale su “sintomi” evidenti di cattiva gestione, quali: assenza di piano industriale, assenza di investimenti sulle reti, assenza di un progetto di riorganizzazione, assenza di confronto con i Dipendenti ed OO.SS. (l’Azienda non si sarebbe neppure presentata all’incontro in Prefettura per evitare lo sciopero).

L’assenza di gestione sembra essere il denominatore comune di tutti i sintomi dell’anziana ammalata. Non a caso, riferiscono, che su di un cartello degli aderenti allo sciopero c’era scritto “Sindaco Assente ingiustificato” dove per “Sindaco” si intende l’Amministrazione del Comune di Trani e quindi anche dell’AMET.

Oggi, ai Dipendenti del settore Elettricità, ecco giungere la notizia dello sciopero indetto anche dai Dipendenti AMET del settore Trasporti/Sosta che denunciano le stesse problematiche, a conferma che i problemi siano troppo seri e troppo estesi per ridurli a conflitti personali. Non credo che tutti si «preoccupino di cose sbagliate». Per quanto da questi denunciato ma anche per altro, la mia opinione è che la “cura” che viene ipotizzata non sia la soluzione migliore o quantomeno l’unica. Infatti la “Privatizzazione”, che il Sig. Sindaco ha abilmente attribuito alla diagnosi di altri che da almeno quindici anni la propongono, da una “vendita” potrebbe trasformarsi in una “svendita”. 

Infatti quindici anni fa l’azienda aveva un saldo positivo in banca di oltre 20 miliardi di Lire ed era sempre in utile, aveva 30 anni di Concessione governativa, si era in piena “bolla” speculativa e di aspettative sulle multiutility. Oggi, dopo anni di bilanci in perdita, consulenze a go go e sponsorizzazioni discutibili, pur senza investimenti ha chiuso il suo ultimo bilancio approvato con debiti per oltre 20 Milioni di Euro e con una perdita di 2 Milioni e mezzo, ha “solo” altri 15 anni di concessione e si trova nel bel mezzo di una crisi economica e finanziaria italiana e mondiale.

L’auspicio, dunque, è che il sig. Sindaco, mettendo da parte la linea delle presunte “convergenze” con l’Opposizione, voglia veramente coinvolgerla, magari in un Consiglio Comunale monotematico.

Se lo farà sono certo che tutti vorranno dare il loro apporto, nell’esclusivo interesse della Città, mettendo a disposizione tutte le esperienze personali e professionali che hanno a disposizione.

 

Partito Democratico di Trani

Il Consigliere Comunale

Mimmo De Laurentis


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