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AGGIORNATO. Caso discarica di Trani: l'Amiu vuole coprirla tutta, la Regione ci pensa. Tutti i passaggi del progetto di riapertura

– Adesso è ufficiale: alla discarica di Trani arriva il capping. L’impianto di contrada Puro vecchio sarà sicuramente coperto con riferimento al terzo lotto, quello in cui i comuni del bacino di Trani conferiscono 450 tonnellate di rifiuti. La Regione Puglia, in ogni caso, dovrebbe autorizzare l’impermeabilizzazione anche degli altri due lotti, da tempo giunti al limite della quota campagna, ma che Bari aveva autorizzato al conferimento di 400 tonnellate di rifiuti al giorno provenienti da diciotto comuni del sud barese.

Del resto, è proprio l’Amiu a chiedere espressamente di sigillare l’intera discarica, perché solo in questo modo i valori di dispersione di percolato all’esterno delle pareti, in particolare al pozzo incriminato, il P6V, ritornino nei limiti e la discarica riapra al più presto.

L’impianto, infatti, è sospeso dallo scorso 4 settembre per effetto di un provvedimento cautelare del Settore grandi rischi della Regione Puglia, dove ieri le parti sono tornate ad incontrarsi, come programmato, e l’Amiu ha presentato il progetto di uscita dalla crisi attuale.

In primo luogo, l'amministratore unico, Antonello Ruggiero, ha conferito all’ingegner Giuseppe Ferrari, di Bari, di incarico di procedere ad un'analisi idrogeologica ed a campagne di monitoraggio delle acque di falda nelle aree private limitrofe alla discarica. Il consulente, affiancato dal direttore della discarica e dirigente dell’azienda, Michele Zecchillo, effettuerà un piano di intervento «volto all’urgente individuazione delle cause che hanno determinato l'inquinamento riscontrato nella falda».

In contemporanea, avverrà la già annunciata copertura del lotto numero 3, «in modo tale da non permettere l’infiltrazione di possibili piogge, con conseguente incremento dello stesso percolato».

Amiu, però, lamenta che, dal 6 luglio 2012, la gestione dell’impianto è avvenuta in deroga alle specifiche dell'Aia, per via dell’ordinanza del presidente della Regione per il conferimento al primo e secondo lotto dei rifiuti extra bacino, «ed in sommità ai lotti 1 e 2 si sono registrati dei cedimenti fisiologici della massa – fa sapere Ruggiero - ed è importante precisare che non si è provveduto alla chiusura del primo e secondo lotto solo perché a maggio 2014 è terminato l’abbancamento di quei rifiuti. Quindi, siamo pronti per procedere alla chiusura dei lotti 1, 2 e 3, nonché alla relativa gestione delle acque meteoriche incidenti su tale copertura, e ad una serie di trivellazioni nella massa dei rifiuti del terzo lotto, per installare le tubazioni da collegare alla captazione forzata del biogas presente per evitare la creazione di sacche di biogas, responsabile di fenomeni imprevedibili».

Il progetto di ripristino delle condizioni di sicurezza della discarica prevede, anche, «azioni ed attività atte a minimizzare e/o annullare l'immissione di percolato nelle matrici ambientali esterne al bacino della discarica», come pure il «mantenimento continuo del battente minimo tecnico del percolato raccolto sul fondo della discarica». 


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