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Trani e la cava dei veleni, primi dati Arpa sull'aria: ossido di carbonio ed idrocarburi nella norma, ma per la diossina serviranno due settimane

Allarme rientrato, per il momento, ma solo con riferimento ai primi due valori oggetto di analisi da parte dei tecnici dell'Arpa. Infatti, secondo quanto si è appreso dalla stessa Agenzia regionale per l’ambiente, dalla cava fumante di contrada Casa Rossa ossido di carbonio e idrocarburi, rilevati a bordo cava nella giornata di mercoledì, sono nettamente inferiori rispetto ai limiti previsti per legge.

Una parola di conforto, almeno in questo momento, ma il risultato è, oggettivamente, parziale. Infatti, si resta nell'attesa del responso, da qui a quindici giorni circa, relativo all'altro campionamento che è stato effettuato nella mattinata di ieri, vale a dire quello su diossine e idrocarburi policiclici aromatici, quelli sui quali maggiormente si concentra la preoccupazione dei cittadini per quanto riguarda la natura dei fumi e relative esalazioni che fuoriescono dalla cava situata nell’agro di Trani, fra le strade provinciali 168 e 13.

Come è noto, nei giorni scorsi, soprattutto di notte, si erano diffuse in città esalazioni nauseabonde sulla cui origine ed entità non si sapeva nulla. Dopo alcuni giorni, perfezionando le ricerche, si è riusciti a localizzare questa cava dismessa, in contrada Casa rossa, sulla cui proprietà non si hanno ancora notizie. Da quel momento, sono iniziati gli intervento di contenimento del fenomeno, peraltro non semplici, che hanno consentito almeno di attenuare la portata delle emissioni.

Nel frattempo, prosegue l'opera delle pale meccaniche, che stanno asportando dal bordo cava quantità sempre più ampie di terra e detriti, riversandole lungo le pareti dalle quali continua a fuoriuscire fumo. Le sempre più grandi quantità di terra da riporto e materiali di risulta sembra abbiano sortito, almeno in parte, l'effetto sperato, soffocando molti, ma non tutti i focolai. Anche i vigili del fuoco hanno incominciato la loro opera di spegnimento e questo non potrà che favorire, si spera una più rapida ed uniforme attenuazione dei roghi in corso.

Di sicuro, tutto questo non può ancora bastare per tranquillizzare l'opinione pubblica e, pertanto, sarà utile continuare a tenere alta la guardia soprattutto sulla qualità dell'aria prima, e sulla natura del suolo poi, sempre con riferimento a quanto occultato lungo le pareti e sul fondo della cava.

Il lato positivo della vicenda è che, ormai, la cava dei veleni dovrebbe essere fuori della portata di chi potrebbe averla utilizzata, per lungo tempo ,come luogo di conferimento illecito e criminoso di rifiuti, forse anche pericolosi: infatti, sono ormai troppi gli occhi puntati sul luogo, soprattutto quelli delle forze dell'ordine e delle istituzioni.

A questo proposito, è ufficiale che la conduzione delle indagini è affidata, in sinergia, ai carabinieri della Compagnia di Trani ed ai colleghi del Nucleo operativo ecologico: sopralluoghi ed accertamenti si sono conclusi nella giornata di ieri, con la trasmissione della relativa informativa alla Procura della Repubblica di Trani. La prossima settimana, pertanto, si attendono le prime novità anche sul fronte dell’inevitabile inchiesta giudiziaria, peraltro già annunciata l’altra mattina dal capo dell’Ufficio, Carlo Maria Capristo.


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