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Movimento 5 stelle di Trani: «Sulla raccolta dei rifiuti e la discarica, dite ai cittadini la verità»

Abbiamo appreso nei giorni scorsi della partenza della campagna di comunicazione sulla futura raccolta differenziata a Trani: tutto bello, bellissimo. Essa costituirebbe il primo passo verso l'attuazione di quella politica virtuosa che porti finalmente a Rifiuti Zero. Ma è davvero così? Per verificarlo vanno analizzate le azioni concrete dei principali protagonisti delle vicende legate ai rifiuti nel nostro territorio: l'amministrazione comunale, l'Oga e la regione Puglia. 

Partiamo da quest'ultima, ricordando ai cittadini tranesi che l'assessore regionale all'ambiente, dottor Santorsola, prima di tirarsi fuori da ogni responsabilità con la “coraggiosissima” conferenza stampa di qualche giorno fa, il 21 settembre aveva bocciato la proposta dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle di concedere ai cittadini della sesta provincia un ristoro economico per il danno subito dalla chiusura della discarica di Trani: chiusura che ha visto costretti molti comuni ad un maggior esborso per il conferimento dei rifiuti nei siti di Massafra e Foggia. La nostra legittima e fondata richiesta era stata velocemente liquidata con un «non si può fare».

La conferenza stampa dell'assessore regionale inoltre, si è chiusa con una dichiarazione che taglia fuori dalle decisioni i cittadini del nostro territorio, chiamati in causa solo per pagare le tasse: «Stiamo lavorando ad un progetto del quale non posso ancora parlare». Ma voi, cittadini di Trani, ricordate quando costoro in campagna elettorale parlavano di democrazia partecipata e di trasparenza? Noi sì. Così come ricordiamo che a parlare di un governo cittadino aperto alle opposizioni era anche il sindaco Bottaro. E allora come mai non si degna di rispondere alle nostre precise domande sul futuro di Amiu, recapitategli l'ormai lontano 10 novembre?

Nel silenzio anche del sindaco abbiamo continuato a cercare chiarezza, ad indagare, ed abbiamo così richiesto le ultime delibere dell'Oga, ovvero l'organo di governo dell'Ato rifiuti, composto da tutti i sindaci della Bat. Dalla loro lettura abbiamo rilevato azioni e omissioni davvero preoccupanti e in alcuni tratti umilianti per i tranesi. Partiamo da un dato: per il conferimento dei rifiuti nella discarica di Trani presso l'Ato veniva trattenuta una quota da accantonare per la cosiddetta post-gestione, cioè la chiusura dei lotti primo e secondo, da girare poi all’Amiu. Tale somma era stata quantificata in 11,07 euro a tonnellata sin dal 2008. Bene, nella delibera Oga del 3 settembre scorso il presidente dell'Oga, il sindaco di Andria Giorgino, dichiarava che quelle somme non sono nella disponibilità dell'Oga ma in quelle del consorzio Ato in liquidazione. Si è accertato il sindaco Bottaro di dove sia finito il denaro che spettava ai tranesi messo da parte per salvaguardare la loro salute? No, non l'ha fatto.

Passiamo alla delibera Oga del 6 novembre che si apre ricordando «la disponibilità già manifestata dal comune di Trani di rifunzionalizzare la discarica». Ovviamente tutti contenti gli altri nove sindaci della Bat, sempre più coscienti del fatto che i tranesi patiscono in silenzio, anche perché il “nostro” Bottaro non solo non si oppone, ma rincara la dose confermando che si sta lavorando per l'utilizzo della discarica e dimenticando ancora una volta di pretendere le somme necessarie alla messa in sicurezza del primo e secondo lotto. Fateci capire: hanno autorizzato Trani per reggere le emergenze di ogni angolo di Puglia e ora non si trovano i soldi per mettere in sicurezza i due lotti? E ancora: si continuano a rilevare dati terrificanti sull'inquinamento provocato da quel sito e se ne vuole riaprire un altro accanto?

Ma purtroppo la mancata difesa della propria città da parte del primo cittadino non finisce qui. I tranesi, infatti, non solo raccoglievano indifferenziata da ogni dove, non solo pagano e continueranno a pagare per gli errori di gestione, ma si vedono anche portare via le occasioni di guadagno e di occupazione. Nella delibera Oga del 9 novembre infatti, vengono confermate l'ubicazione dell'impianto di selezione della raccolta differenziata a Barletta, con un finanziamento regionale di 2 milioni e mezzo di euro, e l'ubicazione dell'impianto di compostaggio ad Andria, con un finanziamento regionale di 4 milioni di euro. In sostanza, adesso che verrà avviata la differenziata anche a Trani dovremo conferire l'umido ad Andria e le frazioni valorizzabili (vetro, plastica, carta, etc.) a Barletta. Entrambi quegli impianti andavano reclamati con forza per la nostra città. Quanto valore economico abbiamo ceduto? Quanti posti di lavoro abbiamo perso?

Continua a funzionare così: agli altri il business e l'occupazione, a noi i danni alla salute. Il sindaco mostri uno scatto d'orgoglio: chieda le dimissioni di Giorgino da Presidente dell'Oga, evidentemente incapace di assicurare parità di trattamento per tutti i comuni. E la smetta il primo cittadino di ascoltare le raccomandazioni baresi, perché le pacche sulle spalle di Emiliano non servono a nulla, gli amici ambientalisti si defilano e poi i finanziamenti arrivano agli altri. Grave, gravissimo che abbia affrontato tali delicate questioni senza riferire in alcun modo in consiglio comunale (ed avrebbe dovuto farlo sin da inizio settembre). Avrebbe acquisito, soprattutto dall'opposizione, notizie utili ad una definizione del problema e avrebbe trovato sostegno disinteressato per difendere davvero gli interessi dei tranesi.

L'ipocrisia è nel fatto che, dopo tutte queste occasioni perse, solo a causa dell’imposizione della corte dei conti si convocherà un consiglio comunale “urgente ma non troppo” per decidere se ricapitalizzare l'Amiu o metterla in liquidazione. Per poi magari scoprire che c'è una terza ipotesi, quella di scorporare i servizi di spazzamento e raccolta da quelli di stoccaggio. O una quarta, che veda l'intromissione di altre aziende speciali. O addirittura una quinta che, a detta del capo assoluto di Amiu in commissione ambiente, preveda a Trani “impianti complessi”.

La verità è che la verità non volete farla sapere! Prova ne è che il piano di razionalizzazione non è ancora consultabile ufficialmente ma era già nelle mani di alcuni consiglieri due mesi fa.

Antonella Papagni - portavoce movimento 5 stelle in consiglio comunale - Trani


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