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Nuovi confini dei comparti, Laurora (Pd Trani): «Subito un tavolo tecnico, perché l'interesse pubblico non venga mai meno»

Pervengono istanze da parte di privati che richiedono riperimetrazioni dei comparti. Più specificatamente tali richieste riguardano lo stralcio dei suoli di proprietà dal comparto.

Si tratta di argomenti delicati su cui sarebbe opportuno e doveroso operare serie riflessioni, prima di porre in essere decisioni amministrative avventate e immotivate, che potrebbero recare pregiudizio alla strategia complessiva della pianificazione urbanistica generale.

Ritengo, dunque, che nella mia qualità di consigliere comunale debba evidenziare la mia posizione sulla materia, e debba chiarire i principi in base ai quali opererò le mie valutazioni in futuro, anche per fornire alla cittadinanza alcuni spunti di riflessione

Soggetti legittimati 

Come primo aspetto e' opportuno comprendere CHI SIANO I SOGGETTI LEGITTIMATI a richiedere una variazione della perimetrazione dei comparti.

La richiesta di riperimetrazione di un comparto e' una VARIANTE di PUG, il cui procedimento è disciplinato dall'art. 12 della L.R. n. 20/2001, successivamente considerata "variante programmatica" dalla L.R. n. 5/2010,  e quindi non assoggettata alla valutazione di compatibilita' da parte degli uffici regionali competenti.

I Comparti del PUG costituiscono Unità Minime per la realizzazione degli interventi di trasformazione urbana, generalmente per nuova edificazione, cioè definiscono una congrua porzione di territorio all'interno della quale e' possibile la nuova edificazione  e le CORRELATE e PROPORZIONALI urbanizzazioni primarie e secondarie.

Alterare la perimetrazione dei comparti incide dunque sulla strategia di utilizzo del territorio ed infatti la norma, in caso di variante, prescrive che la deliberazione del Consiglio Comunale debba essere congruamente MOTIVATA.

Chiaramente si intende motivazione principalmente di carattere urbanistico.

Risulta molto difficile, dunque, valutare una proposta di riperimetrazione e suddivisione dei comparti che non sia fondata su solide motivazioni urbanistiche.

Ma lo è ancor di più quando la riperimetrazione proposta sia solo un MERO STRALCIO dei suoli di proprietà dei privati richiedenti.

Se è vero che l'art. 16 della L.R. n.20/2001 prevede che i comparti vengano attuati per mezzo dei PUE ( piani urbanistici esecutivi), e che gli stessi debbano essere proposti da almeno il 51% dei proprietari catastali, non si comprende come sia possibile che una riperimetrazione del comparto stesso (addirittura Variante di PUG) possa essere richiesto da una quantità inferiore dei proprietari catastali.

In tal senso risulta doveroso dotarsi di un atto di indirizzo regolamentare che specifichi espressamente che la modificazione dei comparti possa essere valutata dal Consiglio Comunale solo se proposta da almeno il 51% dei proprietari catastali.

Ove si verifichi tale eventualità, sulla base dei principi della corretta attività amministrativa, l'Amministrazione Comunale dovrebbe farsi carico di informare i proprietari del comparto, diversi dai proponenti, della avvenuta presentazione della proposta, al fine di consentire loro di poter partecipare al procedimento amministrativo di formazione della variante. 

Motivazione

Si tratta di un elemento primario e fondamentale, perché su essa si fonda la decisione sull'accoglimento eventuale della variante, ed è chiaro che la motivazione principale debba essere di carattere urbanistico.

La variante di PUG non può essere basata solo sulla motivazione di "favorire l'attività edilizia" perché tale presunto favoritismo contrasta con esigenza di ottenere studi compositivi dei comparti che siano quanto più estesi , per evitare che il territorio cresca disordinatamente, senza un disegno urbanistico.

La variante di PUG non può essere basata esclusivamente su una mera ipotesi di "aumento  di livelli occupazionali", senza la presentazione di dettagliati piani aziendali asseverati, senza la definizione degli investimenti, senza un cronoprogramma delle assunzioni con puntuale specificazione di ruoli e qualifiche, senza garanzie sull'intero programma edilizio ed economico, senza la sottoscrizione di un protocollo di intesa con il soggetto proponente.

La variante di PUG non può essere motivata solo dalla considerazione che il Comparto sia "eccessivamente esteso" (fattispecie peraltro spesso nemmeno sussistente) in quanto esistono altre possibilità di rendere l’attuazione del comparto più snella.

Una soluzione possibile, infatti, potrebbe essere quella di definire in occasione della presentazione del PUE del singolo comparto, una serie di sub - unitá minime di intervento, di dimensione inferiore e prefissata, disposta da un atto di indirizzo regolamentare, che possano convenzionare separatamente fra loro.

In assenza di tali presupposti l'approccio all'esame della Variante di PUG risulta essere, nella migliore delle ipotesi, ingenua.

Valutazione interesse pubblico

In materia urbanistica il Consiglio Comunale svolge una precisa funzione e cioè cercare di contemperare l'interesse privato con l'interesse pubblico.

In linea di principio la normativa e la struttura del PUG garantiscono che tali interessi siano fra loro equilibrati.

Quello che mi chiedo e' quale sia l'interesse pubblico in occasione di una proposta di variante di PUG.

Viene garantita una migliore infrastrutturazione dell'area?

Viene offerta una maggiore superficie per urbanizzazioni secondarie?

Viene offerta la realizzazione gratuita del verde e dell'arredo urbano?

Ritengo che tali valutazioni siano un obbligo per i consiglieri comunali, per consentire valutazioni e decisioni motivate e corrette, e costituiscano possibile oggetto di discussione con gli operatori del settore, e quindi ho richiesto con urgenza che venga attivato un tavolo tecnico politico sul tema, che possa essere esteso anche agli ordini professionali.

Tommaso Laurora - Consigliere Comunale Pd


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