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Povertà a Trani, la risposta potrebbe arrivare a breve con l’attivazione di «Cantieri sociali»

Ne avevamo brevemente accennato: i tranesi che si rivolgono alla Caritas aumentano; aumentano i cittadini che richiedono aiuti sociali, sussidi; aumenta in maniera dilagante la povertà. Ma soprattutto, a Trani, c’è un radicato problema, quello della disoccupazione, che riguarda per la maggior parte i giovani.

Abbiamo parlato di povertà nel corso di “Appuntamento con Trani” sia con Antonella Papagni e Giacomo Marinaro che con Felice Di Lernia. Così Papagni, del Movimento 5 stelle: «Se fossi stato sindaco, avrei aperto e chiuso il cancello del Comune affinché non vi entrassero più persone. Purtroppo, la povertà è dilagante in tutta Italia, ecco perché il nostro movimento è a favore del reddito di cittadinanza. Si deve trovare un modo per aiutare dignitosamente le persone. Se penso alla piaga delle scommesse (delle quali ci siamo occupati in un breve report, ndr) o delle slot, penso ad un problema serio. Se non si mettono delle basi, ci sarà sempre precarietà».

«Avendo un Caf – dice Marinaro, del Pd – so che significa, perché devo fare anche da psicologo alle persone. Per quanto riguarda Trani, è venuta a mancare la serenità nell’amministrazione comunale, e quell’anno per curare sarà molto più lungo per via delle escalation delle emergenze che la città ha dovuto affrontare».

Secondo Felice Di Lernia, che è stato ospite ai nostri microfoni la settimana successiva, Trani abbandonerà ben presto l’idea dei sussidi: ««La povertà di quelli che si recano ogni giorno fuori dal portone del Comune non va sovrapposta con quella di coloro che si vergognano a chiedere aiuto o che si fanno aiutare dai parenti. D’altra parte la politica affronta situazioni di priorità assoluta. Spero nei prossimi giorni di firmare un provvedimento per favorire l’aiuto economico di alcune famiglie. Sono però contrario ai sussidi e infatti la mia priorità è traghettare la città fuori da questa logica, anche se ci sono delle misure di legge che ce ne impongono alcuni, come ad esempio il fitto casa per 1400 persone: si tratta di fondi regionali che sarebbe una follia non accettare». La misura che invece è stata interrotta, soprattutto per via della scure della Corte dei conti, è stata la «inveterata abitudine di foraggiare qualsiasi richiesta venisse indirizzata al Comune. Su quel versante stiamo già molto avanti. Quello che dobbiamo cercare di fare per portare a compimento questo progetto è iniziare ad interrompere la logica del sussidio, ma questo non risolve le condizioni drammatiche di tantissime persone».

Ed ecco la novità: «A giorni sarà disponibile un grosso provvedimento, un piano straordinario di intervento per le famiglie sole e in difficoltà, che è un sostegno di natura sostanziale, economica, che anticipa il Red e che da parte nostra rappresenta il modo di dare una risposta, seppure temporanea, alle famiglie in condizione di disagio. Un Comune non può comunque fare miracoli». Il programma si chiama “Cantieri sociali”. Il progetto riprende l’idea di partenza di “cantieri di cittadinanza” e mette insieme «il bisogno oggettivo e documentato di alcune famiglie e di alcune persone sole con la necessità che queste persone stipulino con il Comune un “patto sociale”, di impegno e lavoro socialmente utile. A Trani, il campo d’intervento individuato è «la riappropriazione del bene comune in termini di arredo urbano» quindi manutenzione degli spazi, decoro urbano.

Federica G. Porcelli


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