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Spiagge di Trani, Bottaro: «Attendiamo soluzioni migliori delle nostre. La cabina sul mare resterà, le transenne cementificate no»

Ospite ai nostri microfoni per l’Appuntamento con Trani di domenica scorsa è stato il sindaco Amedeo Bottaro, con il quale abbiamo parlato anche della costa tranese.

Partiamo da una notizia apparentemente di secondo piano: una piccola gara da 4200 euro per nuovi paletti di sicurezza tra il lungomare Mongelli e la seconda spiaggia, per porre una domanda più a largo raggio. Il lungomare Mongelli insieme al lido Marechiaro rappresenta l’opera maggiore lasciata alla città dall’amministrazione Tarantini.

Un’opera bellissima ma che, come disse anche il progettista, senza manutenzione si sarebbe deperita. E questo effettivamente è successo. Le opere pubbliche vanno fatte e mantenute o meglio non farle perché c’è il rischio che si deperiscano?

Così Bottaro: «I tempi sono cambiati per le amministrazioni comunali. Oggi un’opera pubblica va fatta ma bisogna pensare anche ai costi di manutenzione successiva e alla gestione di quell’area. Le aree che possono essere utilizzate dai privati devono essere manutenute. Pensiamo al lido Marechiaro: se l’amministrazione una volta realizzati quei lavori avesse fatto gestire dal privato quell’area, essa non sarebbe stata nelle condizioni nella quale si trova ora. Ci stiamo muovendo prendendo il buono di quello che è stato fatto e strutturandolo».

Il bando per lido Marechiaro va verso quella direzione: «Non commettere gli errori del passato e quindi prevedere una concessione demaniale e anche prevedere quell’area nel piano delle coste nel momento in cui verrà definitivamente approvato. Quei tratti saranno ipotizzati come gestiti per le concessioni dei privati perché sono tratti che hanno bisogno di manutenzione. Pensiamo all’illuminazione, alle strutture che insistono sul lido».

Bottaro prevede che ci sarà ampia risposta da parte dei privati ai bandi emanati: «Ne sono assolutamente convinto perché ho l’impressione che Trani stesse aspettando tutto questo. È chiaro che se avessimo potuto avere un piano delle coste già approvato e se il bando non fosse stato di due anni avremmo avuto la fila. Nonostante tutto credo che ci sarà comunque ampia richiesta. Voglio dire che il piano delle coste diventa fondamentale ma è un iter complesso sul quale stiamo lavorando. Non è un caso che in Puglia quasi tutti i comuni non ce l’abbiamo. Non siamo stati fermi ed abbiamo pensato di dare delle risposte alla città, regalando ai cittadini tratti di costa balneabili».

«Mi dicono – aggiunge Bottaro – che stiamo privatizzando il quaranta per cento delle spiagge pubbliche. Vorrei dire che ci stiamo muovendo al di sotto del limite previsto dalla Puglia con un regolamento pensato da Vendola che non mi sembra un personaggio politico favorevole alle privatizzazioni. La verità è che senza un aiuto del privato su una parte noi non avremmo una costa fruibile, balneabile (perché dove non è assicurato il salvamento in teoria non si potrebbe garantire neanche la balneabilità sicura) e pulita. Se qualcuno ha una soluzione diversa per garantire il salvamento, la pulizia, la libera fruibilità di tutti i tratti di costa a spese non si sa di chi, ben venga la soluzione».

Abbiamo chiesto al primo cittadino che cosa ipotizzi di fare per i tratti maggiormente degradati del lungomare (ex Trabucco ed ex Vela, per esempio): «Molto probabilmente sull’area dell’ex La vela interverrà il Comune anche se stiamo pensando a soluzioni diverse. Il problema è molto più ampio perché l’area è del Comune ma non potevamo renderla disponibile per due motivi: il primo, perché pende un contenzioso; il secondo, perché nelle situazioni in cui si trova un bando biennale sarebbe stato improponibile. Mi aspetto che colui che mi farà la proposta per lido Marechiaro in sede di offerta mi proponga anche la bonifica dell’altra area come servizio aggiuntivo. Io vorrei mettere a bando anche l’ex sciala De Simone. In ultimo, stiamo lavorando anche sul monastero, sul quale non escludo di trovare una soluzione entro venti giorni».

Ultima domanda sul mare, è quella sulla “cabina del giudice”, sul litorale di Levante: la vedremo ancora? «La cabina sì – risponde Bottaro – perché è autorizzata. Sono invece non regolari alcuni interventi fatti a ridosso di quella cabina». Il riferimento è, chiaramente, alle transenne cementificate sugli scogli, «rispetto alle quali credo che ci sia un problema che, se dovesse essere confermato come persistente, comporterà la rimozione delle stesse».


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