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Accesso gli atti, Riva destra Trani nuovamente all'attacco di Amet

In Amet stanno scherzando col fuoco! Evidentemente gli esperti vertici aziendali non sono a conoscenza della nuova disciplina che regola il “diritto di accesso agli atti amministrativi”: secondo le nuove disposizioni, infatti, l’interesse del cittadino di “accedere ad un atto” è presunto e non deve più essere motivato dando spiegazioni.

All’istanza “si deve” dare riscontro entro 30 giorni: in caso contrario, entro tale termine, si devono fornire le ragioni, per iscritto, dell’eventuale diniego all’accesso.

In caso di “mancata risposta” il silenzio non viene più considerato “rifiuto” bensì “accettazione” e il cittadino avrà diritto ad ottenere l’accesso agli atti.

Tutto questo, chiaramente, non interessa in alcun modo l’azienda di cui il Comune di Trani è socio unico!

In data 22 Aprile 2016 Riva Destra protocollava presso Amet richiesta di accesso agli atti per estrarre copia del documento (di provenienza Ufficio di Gabinetto) avente ad oggetto lo “stato di attuazione del piano di razionalizzazione delle società partecipate dal Comune di Trani” nel quale si valuta l’opportunità di procedere alla “dismissione” dei servizi di gestione dei parcheggi, gestione della darsena e del trasporto pubblico e scolastico. Trascorsi oltre 80 giorni dalla data di protocollo, nessuna risposta è arrivata e l’accesso al relativo documento ci è stato negato senza addurre alcuna spiegazione scritta.

In data 9 Maggio 2016 Riva Destra protocollava presso Amet richiesta di accesso agli atti per chiedere contezza riguardo l’installazione di videocamere all’interno dei veicoli adibiti al servizio di trasporto pubblico di proprietà dell’azienda. La richiesta mirava a ricevere delucidazioni circa le modalità del trattamento dei dati personali acquisiti dalle telecamere (in altre parole che fine fanno le immagini registrate) e l’adempimento di “tutte” le prescrizioni previste dalla normativa sulla Privacy (nessuna informativa sui mezzi per quanto riguarda l’area video sorvegliata). Anche in questo caso, trascorsi oltre 70 giorni dalla richiesta, nessuna risposta è arrivata e nessuna spiegazione scritta a giustificazione del rifiuto ci è stata data.

In data 12 maggio 2016 Riva Destra protocollava presso Amet richiesta di accesso agli atti per estrapolare copia della transazione intervenuta tra l’azienda e Microsoft corporation a seguito di sentenza di primo grado che ha visto la partecipata soccombente. Ai fini della trasparenza amministrativa, infatti, è necessario portare a conoscenza della cittadinanza i termini della transazione per valutare se la stessa sia stata conveniente rispetto un eventuale ricorso in appello e per individuare i responsabili del danno economico cagionato. Dalla data di quest’ultimo accesso sono trascorsi oltre 70 giorni e, come da copione, nessuna risposta è arrivata e nessuna spiegazione scritta a giustificazione del diniego è stata fornita.

In una situazione sempre più paradossale, viene letteralmente calpestato ogni diritto del cittadino di prendere coscienza dello stato in cui trovasi l’azienda “di famiglia”: nel menefreghismo generale di vertici Amet, amministrazione comunale e opposizione “dormiente”, l’azienda continua a navigare nell’incertezza più assoluta mettendo a rischio il futuro dei tanti dipendenti che in essa prestano servizio.

Antonio Loconte – Coordinatore cittadino Riva Destra 


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