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Rapporto Svimez: il Sud cresce, la Puglia no. Il commento del presidente di Confartigianato

«Anche l’ultimo rapporto Svimez conferma quanto anticipato dal nostro Centro Studi: la Puglia segna il passo per ciò che riguarda vocazione imprenditoriale e dinamica del mercato del lavoro. Tant’è che il prodotto interno lordo è cresciuto solo dello 0,2 per cento, e la nostra regione è tra quelle che contribuiscono di meno alla ripresa del Paese». Così il presidente di Confartigianato Imprese Puglia, Francesco Sgherza, commenta i dati recentemente diffusi dall’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno (Svimez) nel suo rapporto 2016. Confartigianato stessa, nelle settimane scorse, aveva stilato una graduatoria delle Regioni italiane, utilizzando ben 20 indicatori riguardanti il mercato del lavoro, la struttura delle imprese e l’artigianato. Il quadro che emergeva era quello di una Puglia in ritardo rispetto alle altre regioni anche del Sud Italia. Si collocava infatti agli ultimi posti in relazione al tasso di occupazione (33,4 per cento), al tasso di attività (41,6 per cento), al tasso di attività femminile (29,1 per cento), alla quota degli occupati nell’artigianato (24,4 per cento), alla quota delle imprese straniere (4,3 per cento) e non solo.

Svimez conferma tale lettura. Più in generale, l’industria manifatturiera del Mezzogiorno, già poco sviluppata, ha accusato, nel periodo più duro della crisi (2008-2014), una contrazione del 33,8 per cento, a fronte di una flessione più modesta (-13,3 per cento) registrata nel resto del Paese.

Tra le regioni meridionali, la Basilicata è quella che registra il miglior ritmo di crescita: +5,5 per cento, grazie soprattutto al contributo del settore automotive. Seguono il Molise (+2,9 per cento) e l’Abruzzo (+2,5 per cento), grazie all'industria in ripresa. La Sicilia e la Calabria, specie grazie all’agricoltura, crescono rispettivamente dell’1,5 e dell’1,1 per cento. Si fermano appena allo 0,2 per cento la Puglia, la Campania e la Sardegna, e ciò anche a causa di alcune importanti crisi industriali non ancora superate.

Secondo il rapporto Svimez, i dati del Meridione, complessivamente positivi per il 2015, non bastano a colmare la voragine che si è aperta negli ultimi anni. Mentre il Centro-Nord, infatti, ha recuperato quasi completamente i livelli occupazionali pre-crisi (fatto 100 il dato destagionalizzato del quarto trimestre 2008, nel 2015 è risalito al 99,9) il Sud resta ancora troppo distante (sette punti percentuali in meno, ovvero mezzo milione di occupati in meno rispetto al livello del 2008).

Secondo il presidente Sgherza «anche i dati elaborati da Svimez, pur dipingendo un 2015 complessivamente positivo per il Mezzogiorno, collocano la Puglia tra le regioni che non sono riuscite ad agganciare la ripresa. L’ultimo anno ha visto realizzarsi una congiuntura favorevole di più fattori: l’incremento della spesa dovuta alla chiusura della programmazione precedente, l’ottima annata agricola e l’introduzione degli incentivi in favore delle nuove assunzioni hanno spinto verso l’alto le performance dell’intero Mezzogiorno, ivi comprese quelle di territori che pur provenivano da anni di seria difficoltà. Ciò nonostante, l’incremento di Pil realizzato in Puglia è talmente modesto da collocarla a fondo classifica. Il ritardo in materia di occupazione, in particolare, è una zavorra pesante e sarà arduo riuscire a recuperare il deficit in tempi brevi. Per quanto concerne i giovani, aiuterebbe moltissimo riuscire a completare un sistema fruibile di formazione duale, spingendo per un’alternanza scuola-lavoro che non sia solo una formalità, ma un vero e proprio ponte verso il mondo aziendale».

 


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