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Al "Dino Risi" di Trani la rassegna tra film di ieri e di oggi: stamani nuove proiezioni

Il circolo del cinema “Dino Risi” di Trani, in collaborazione con il Cineclub “Canudo” di Bisceglie presenta la rassegna “Verso un nuovo cinema sperimentale italiano”. Quattro film, due di ieri per il ricordo e due di oggi, per la creazione nel ricordo, della grande stagione del cinema sperimentale italiano degli anni Sessanta e Settanta. Due giornate di immersione nel cinema espanso, tra le viscere del vero cinema indie italiano attraverso quattro film: “Anarchitaly” (2102), di M. Deborah Farina, “Filmstudio mon amour” (2015) di Toni D’Angelo, “Hermitage” (1968) di Carmelo Bene, “Io sono un autarchico” (1976) di Nanni Moretti.

Se “Hermitage”, rappresenta uno dei maggiori esempi di cinema underground degli anni Sessanta e “Io sono un autarchico”, opera prima di Nanni Moretti, è il primo vero film indie low cost del cinema italiano, i contemporanei “Anarchitaly” e “Filmstudio mon amour”, legandosi strettamente alle due pellicole, esplorano in un modo privato e personale quel cinema invisibile. “Anarchitaly”, riprendendo la retrospettiva “Orizzonti 1960-1978” di Venezia68 e sulle tracce del contro-cinema di filmmakers quali Grifi, Bene, Schifano, Scavolini, Tretti, Carbone, lo fa attraverso una narrazione in stile cinema-diretto rielaborando in chiave pop sia il proprio girato, che le clip originali; “Filmstudio mon amour”, altresì, snodandosi sulle testimonianze di coloro che crearono e vissero il Filmstudio (da Bertolucci a Mekas, da Moretti a Verdone, da Aprà a Wenders fino a Bellocchio), compie una sorta di viaggio interiore del suo autore che racconta la vera storia dello storico cineclub romano.

«Il sottotitolo di “Anarchitaly», spiega Deborah Farina, «Cinema espanso e underground italiano 1960-1978, parla già dei contenuti del film. Ho voluto esplorare una parte essenziale del cinema segreto italiano, un contro-mondo fatto di creazione libera, arte, performance filmate, contestazione ed anarchia; un circuito sotterraneo di artisti, pittori, cineasti militanti e sperimentatori e di film fatti non per il pane ma per le rose».

«Filmstudio, mon amour - spiega Toni D’Angelo - nasce dall’incontro con il cineclub Filmstudio e con Armando Leone che, mettendomi a disposizione l’intero archivio, mi ha dato la possibilità di scoprire l’esistenza di realtà come la Cooperativa del cinema indipendente, il cinema femminista, i grandi sperimentatori, gli esordi di cineasti come Nanni Moretti che, con “Io sono un autarchico”, esordì proprio al Filmstudio nel 1976. Realizzare questo film mi ha fatto anche scoprire una Roma culturalmente fervida e appassionata, molto lontana da quella che vivo oggi».

Richiamandosi senza conoscersi, i due documentari sembrano rappresentare quella spontanea comunione di intenti di cine-immaginario dell’epoca che entrambi raccontano, ed è a partire da loro, che appare rinascere una nuova prospettiva di cinema sperimentale italiano.

Il secondo appuntamento con le proiezioni è oggi, sabato 25 febbraio, dalle 10.30, presso il Circolo del Cinema Dino Risi di Trani in via Andrea Ciardi 26.

 


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