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Contratto di quartiere, nuova causa del Comune di Trani: obiettivo, recuperare dal costruttore 770mila euro

I contenziosi del contratto di quartiere Sant'Angelo aumentano giorno dopo giorno e non finiscono di riservare sorprese, una dietro l'altra, dietro l'angolo. L'ultima riguarda la volontà del Comune di Trani di recuperare, presso uno dei tre costruttori convenzionati, una somma di ben 770mila euro, già pagata in favore del signor Franco Nugnes, titolare dei suoli espropriati dall'impresa Scaringi per l'edificazione di alcuni immobili previsti nella programmazione di recupero dell'ex zona 167.

Il prezzo di esproprio risultò inferiore al dovuto e, così, il proprietario dei suoli, assistito dall'avvocato Antonio Faconda, notificò al Comune di Trani un atto di citazione per il pagamento integrativo dei maggiori importi rispetto alle somme già depositate presso la Cassa depositi e prestiti a titolo di indennità di esproprio originaria.

La Corte d'appello di Bari, con sentenza del 2014 passata in giudicato, riconosceva la fondatezza del ricorso di Nugnes ed obbligava il Comune al pagamento della differenza dell'indennità di esproprio, che fu riconosciuto dal consiglio comunale, come debito fuori bilancio, il 23 gennaio 2016. Sempre durante quella seduta, il responsabile dell'Ufficio legale, Michele Capurso chiariva ironicamente il perché il Comune, in quella sede, non si fosse costituito in giudizio: «È una domanda cui non sono in grado di rispondere – faceva sapere -, perché il sottoscritto, all'epoca, non esercitava i suoi compiti presso l'Ufficio legale del Comune, bensì presso il comando della Polizia municipale». In quell'occasione, peraltro, l'amministrazione comunale faceva sapere che avrebbe proceduto al recupero della somma presso la stessa impresa costruttrice.

Infatti, nella convenzione a suo tempo siglata con il Comune, si stabiliva che «l'eventuale conguaglio tra la somma stimata per l'acquisizione degli immobili e quella che sarà effettivamente erogata, a seguito della procedura espropriativa in base alla legislazione vincente, sarebbe stato a cura del soggetto attuatore, che si impegna a depositare apposita polizza assicurativa in funzione della congrua valutazione dell'eventuale contenzioso emergente, a versare le somme che ad esso competeranno per il pagamento delle indennità espropriative, e ad accollarsi tutti gli oneri inerenti e conseguenti la procedura espropriativa, compresi quelli economici, nessuno escluso, per sorte capitale, interessi e rivalutazione spese legali derivanti da eventuali giudizi instaurati nei confronti e contro il Comune di Trani».

In altre parole, sembrerebbe proprio il caso di specie. Tanto è vero che l'avvocato Nicola Stella, già a suo tempo incaricato dal Comune di Trani di procedere al recupero delle somme, si è costituito in giudizio presso il Tribunale. L'impresa Scaringi ha eccepito un difetto di giurisdizione, opponendosi a tale iniziativa perché, a suo dire, l'eventuale competenza sarebbe del Tar Puglia.

Pertanto il dirigente dell'Area contenzioso, Carlo Casalino, ha ritenuto di affidare allo stesso avvocato Stella l'incarico per la costituzione nel giudizio di opposizione, che avverrà verosimilmente innanzi il Tar, senza prevedere un ulteriore impegno di spesa rispetto a quello assunto con la determinazione precedente.


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