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Il primo saluto dell'arcivescovo di Trani è un bagno di umiltà: si firma «don Leonardo»

Nel primo pomeriggio di ieri Mons. Leonardo D’Ascenzo, nuovo arcivescovo di Trani, ha fatto pervenire alla comunità ecclesiale diocesana il suo messaggio di saluto, che qui proponiamo integralmente. La particolarità, oltre il profondo contenuto del testo, sta nel saluto finale, in cui il presule su firma «don Leonardo», manifestando un profilo di umiltà che gli rende onore e lo fa apparire già vicino alla comunità che sarà chiamato a guidare.

*** 

Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso? (1 Re 3, 7b.9).

Queste parole con le quali Salomone si rivolge a Dio, alimentano in questi giorni la mia preghiera e sono motivo di consolazione…

Carissimi,

sono passati alcuni giorni da quando mi è stata comunicata la nomina a Vescovo della vostra Diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, nostradal momento in cui ho accettato. In quel momento ho pronunciato un si rivolto a due destinatari: il Santo Padre e tutti voi, miei fratelli nella fede, perché il Signore ci ha voluti compagni di viaggio e con voi sono stato chiamato a camminare, a condividere il pane del cammino. Penso a voi, cari sacerdoti, al servizio che siamo chiamati ad offrire come presbiterio e alla comunione da alimentare tra di noi per essere testimoni autentici; penso a voi, cari consacrati, alla vostra preziosa presenza per quello che siete e fate nella nostra chiesa; penso a voi, care famiglie, all’impegno non semplice di annunciare con il vostro vissuto l’infinito amore e tenerezza del Padre; penso a voi, cari giovani, al vostro futuro, alle vostre scelte e al discernimento vocazionale bello e impegnativo che la vita domanda; penso a voi, care persone che vivete nella fragilità della malattia, vi porto con me nel pensiero, nel cuore e quanto prima nelle attenzioni pastorali.

Vi ho accolti da subito nella mia preghiera, e vi ricordo volentieri ogni giorno. Chiedo il permesso di entrare nei vostri cuori e avere un piccolo spazio nella vostra preghiera. Lo Spirito Santo ha già cominciato a tessere legami, invisibili ma reali, di comunione che avremo modo, tra non molto, di approfondire ed incarnare nelle ordinarie e quotidiane relazioni.

Il mio cuore è abitato da preoccupazione, quando provo ad immaginare la responsabilità del ministero che mi attende, ma anche da fiducia nel Signore che mi ha accompagnato finora nei miei cinquantasei anni di vita, trentuno dei quali nel ministero sacerdotale. Ne sono certo, continuerà a starmi vicino, per sostenermi e aiutarmi a vivere questa nuova fase della mia vita lasciando che entrino in me, sempre di più, gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù il quale è venuto non per essere servito ma per servire e dare la sua vita.

Mentre scrivo questo saluto, nella mia stanza in seminario, osservo la riproduzione di un dipinto di Sieger Köder appeso alla parete al lato sinistro della scrivania. La scena riprodotta è quella della lavanda dei piedi raccontata dal Vangelo di Giovanni al capitolo 13. Gesù è inginocchiato davanti a Pietro, è tutto servizio, non si vede nemmeno il suo volto lo si scopre rispecchiato nell’acqua del catino utilizzato per lavare i piedi dell’Apostolo. Pietro è chinato verso Gesù, non capisce ciò che sta accadendo, accetta l’esperienza e comincia a comprendere che quella è una chiamata al servizio, a ripetere gli stessi gesti di Gesù. Sento che questa scena evangelica mi parla con discrezione ma in modo chiaro e che l’essenza della mia chiamata è proprio il servire come Gesù!

In questi primi giorni di novembre, in cui la liturgia ci invita a fare memoria della comunione dei santi e a pregare per tutte le persone che ci sono state care in vita, il pensiero va con gratitudine a Mons. Gian Battista Pichierri che ha guidato la nostra Diocesi per diversi anni, certamente continuerà a farlo dal cielo intercedendo per tutti noi presso il Padre al quale chiediamo di donargli la ricompensa per tutto ciò che di bene ha seminato nel corso della sua vita.

Giunga a tutti, carico d’affetto, il mio saluto e la richiesta di vivere questo momento nella preghiera affinché possiamo corrispondere al cuore di Dio, misterioso e misericordioso verso tutti noi.

A presto!

don Leonardo


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