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Domani l'ordinazione del nuovo vescovo di Trani, Monsignor D’Ascenzo

Monsignor Leonardo D’Ascenzo Arcivescovo eletto di Trani-Barletta-Bisceglie, riceverà l’ordinazione episcopale domenica 14 gennaio alle 16.00, presso il palasport “Spartaco Bandinelli”, via Ariana 8, Velletri. Il motto scelto da monsignor Leonardo D’Ascenzo per il suo ministero episcopale è un passo del Vangelo di Luca: “Messis quidem multa” (Lc 10,2), quello dove Gesù, dice ai suoi discepoli “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe”.

La celebrazione sarà presieduta da Sua Eccellenza Rev.ma Monsignor Vincenzo Apicella, Vescovo della Diocesi di Velletri-Segni. Ad oggi, i partecipanti all’ordinazione provenienti dai sette centri che compongono la diocesi sono 650 (520 laici, 30 seminaristi, 15 diaconi, 75 preti). Il numero nei prossimi giorni potrebbe aumentare.

L’intera celebrazione sarà teletrasmessa in diretta televisiva da Teledehon - Puglia su LCN 18 e 518 (HD).

Il motto e lo stemma.

Il motto: Messis quidem multa (Lc 10,2). Le parole scelte da Don Leonardo per il proprio motto episcopale sono tratte dal Vangelo di Luca laddove l’Evangelista riporta le parole di Gesù che, individuati altri settantadue discepoli, prima di inviarli in tutte le direzioni per predicare la Parola di Dio alle genti, rammenta loro che “La messe è molta ma gli operai sono pochi. Pregate perciò il padrone del campo perché mandi operai nella sua messe”.

Interpretazione
L’ornamento esterno caratterizzante lo stemma di un Arcivescovo, oltre ai venti fiocchi verdi pendenti ai due lati dello scudo, è la croce astile arcivescovile. Tale croce, detta anche “patriarcale”, a due bracci traversi, identifica la dignità arcivescovile: infatti, nel XV secolo, essa fu adottata come ornamento esterno allo scudo dai Patriarchi e, poco dopo, dagli Arcivescovi. Alcuni studiosi ritengono che il primo braccio traverso, quello più corto, volesse richiamare il cartello con l’iscrizione “INRI” posta sulla croce al momento della Crocifissione di Gesù. Il fascio di spighe di grano, in basso, richiama il fil rouge della vita e del ministero sacerdotale di don Leonardo, caratterizzato dall’impegno nell’ambito della pastorale delle vocazioni e rimanda alla terra di Puglia, granaio d’Italia. Al centro le colline e la valle, sono un riferimento al paese natale Valmontone, città adagiata su vari colli e valli, Vallis montanae.
La stella piccola, che sovrasta il paesaggio, è riferita a don Leonardo in quanto richiama il cielo stellato dei tanti campi scuola estivi, passati in tenda, che hanno segnato la sua storia vocazionale. Una strofa della preghiera che tutte le sere veniva cantata attorno al falò recita: “Quante stelle, quante stelle… dimmi Tu la mia qual è. Non ambisco la più bella, basta sia vicino a Te!”
In alto, la stella a otto punte, richiamo alle Beatitudini, simboleggia Gesù: “Io sono la radice e la stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino” (Ap 22,16; cf 2Pt 1,19).


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