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Sacchetti in plastica, aumenta la protesta della Cna nazionale e di Barletta-Andria-Trani

«Non ne possiamo più, siamo stanchi di lavorare in questo modo, litigando quotidianamente con i nostri clienti e con il terrore di subire una sanzione di migliaia di euro». Sono queste alcune delle lamentele che continuamente riceviamo dai nostri associati del settore commercio.

La protesta si riferisce alla entrata in vigore, dal primo gennaio, dell’obbligo di utilizzo di buste in plastica biodegradabili e compostabili al posto dei sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri utilizzati fino alla fine del 2017.

Un nuovo balzello per i consumatori che sta complicando ulteriormente la vita alle imprese del settore, creando enorme confusione. Se possiamo condividere l’obbiettivo del provvedimento di disincentivarne l’uso da parte dei consumatori a maggiore tutela e salvaguardia dell’ambiente, non riusciamo a comprendere l’obbligo di far pagare i nuovi sacchetti riportando il loro prezzo sullo scontrino, con costi aggiuntivi per le imprese che devono modificare il gestionale di cassa.

In mancanza è prevista una sanzione pecuniaria da 2.500 a 25.000 euro, aumentata fino a 100.000 euro se la violazione riguarda ingenti quantità di borse oppure un valore superiore al 10 per cento del fatturato del trasgressore. La Cna nazionale settore alimentare ha già manifestato la propria contrarietà a questo provvedimento, soprattutto riguardo al fatto che il costo dei sacchetti sia obbligatorio e debba essere compreso nello scontrino, con sanzioni che non differenziano le diverse modalità di violazione della norma.

In questo senso la Cna ha presentato al Ministero dell’ambiente e della salute un emendamento di modifica in quanto l’attuale formulazione dell’articolato punisce indifferentemente (applicando lo stesso importo) sia la commercializzazione dei sacchetti non conformi che la mancata registrazione di cassa del costo del sacchetto acquistato dal consumatore.

Con la nostra proposta si intende differenziare le due ipotesi di violazione andando ad alleggerire con una sanzione più modesta un comportamento omissivo che può considerarsi irrilevante per le finalità ambientali rispetto al comportamento ben più grave dell’immissione di sacchetti non conformi.

Il presidente Cna Bat - Michele De Marinis


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