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Via Istria, il Comune di Trani non decide e lo fa il commissario ad acta: dopo mezzo secolo si potrà costruire accanto alla scuola

Dopo mezzo secolo di attesa, il terreno di via Istria compreso fra la stessa e corso Manzoni si prepara ad essere edificato. Lo ha deliberato, lo scorso 22 gennaio, il commissario ad acta incaricato dalla Regione Puglia, Vincenzo Guerra, in esecuzione di una sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Puglia, relativa al ricorso proposto dal costruttore proprietario dei suoli Nicola Innino, in proprio e quale legale rappresentante della omonima ditta individuale, contro il Comune di Trani. Di conseguenza, l'ingegner Guerra ha approvato il documento preliminare ad una variante di Pug che dovrà essere, poi, ratificata dal consiglio comunale.

L'ORIGINE, IL PRG DEL 1968

L'area in questione, adiacente la palestra della scuola media Baldassarre, è stata al centro di un lunghissimo contenzioso e, soprattutto, di un procedimento amministrativo lungo ben cinquant'anni. Infatti, tutto nasce dall'approvazione del Piano regolatore, il 30 luglio 1968, che tipizzava quel suolo, inizialmente, come area verde per attrezzature collettive destinate proprio alla scuola media.

L'anno successivo il consiglio comunale, alla luce delle controdeduzioni e osservazioni presentate a quel Prg, approvava favorevolmente l'opposizione presentata dal proprietario dell'epoca. Sempre il consiglio comunale, nel 1990, ritipizzava l'area stabilendo di sistemare il lotto di terreno a zona intensiva, a condizione che fossero cedute le aree per la formazione di un raccordo fra via Istria e corso Manzoni, in prosecuzione di via Vittorio Veneto, ed un collegamento fra la strada a cedersi e lo stesso corso Manzoni, costeggiando la recinzione della scuola Baldassarre. Nel silenzio amministrativo successivamente seguito, si insediava già un commissario ad acta nel 1999, confermando la destinazione data a quei suoli da Prg, in accoglimento delle osservazioni.

DAL VINCOLO CADUCATO AL NUOVO PUG

Il consiglio comunale, nel 2005, approvava uno studio di fattibilità per la tipizzazione urbanistica delle aree a vincolo caducato, e l'area in questione veniva destinata come zona residenziale di completamento B speciale, ad alta densità, con indice di fabbricabilità territoriale i pari a 3 metri cubi per metro quadrato, e l'obbligo della cessione delle aree per urbanizzazioni secondarie nella misura di 18 metri quadrati per abitante, più il 10 per cento della superficie territoriale.

Con l'approvazione del nuovo piano urbanistico generale, il 21 dicembre 2007, si confermava la previsione del 2005. Nel 2010 l'assemblea elettiva tornava ad adottare una variante urbanistica per la destinazione di quei suoli, sostituendo la precedente destinazione con «zona di completamento speciale», che comportava il mantenimento dell'indice di fabbricabilità territoriale, pari a 2 metri cubi per metro quadrato, la cessione di 18 metri quadrati ogni 100 metri cubi di volume residenziale e l'eliminazione dell'ulteriore cessione del 10 per cento della superficie territoriale.

DAL TAR AL COMMISSARIO

Si innestavano da qui i contenziosi al Tar Puglia. L'ultimo giudizio, quello che ha sbloccato definitivamente la vicenda, è arrivato il 20 luglio 2017, quando la terza sezione si è pronunciata definitivamente sul ricorso per ottemperanza al giudicato già formatosi in una precedente sentenza del 2016, dichiarandolo l'obbligo, per l'amministrazione comunale, di dare esecuzione a quella sentenza e nominando l'ingegner Guerra quale commissario ad acta.

La sua delibera approva il progetto presentato da Innino, autorizzando il completamento speciale ad alta densità, ma con altezza degli edifici non superiori a quelli preesistenti e circostanti. L'area di urbanizzazione secondaria sarà pari a 18 metri quadrati ogni 100 metri cubi di volume previsto, oltre il 10 per dell'area in precedenza tipizzata. Il 20 per cento della volumetria sarà da destinarsi a negozi di prima necessità, servizi collettivi per le abitazioni, uffici e studi professionali, piccole attività commerciali ed artigianali in genere, in ogni caso compatibili con la residenza. Resta confermato il progetto dei vari raccordi con stradali.

Il commissario ad acta ha, così, formalmente avviato la procedura di modifica al Pug, e la ditta Innino potrà predisporre, a propria cura e spese, la documentazione necessaria all'adozione della variante nonché all'acquisizione dei prescritti pareri. Dopo mezzo secolo - un autentico record - si costruisce eliminando un'antiestetica recinzione, fra lamiere e cartongesso, ed un terreno incolto che gridava vendetta.


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