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«Spacchettamento aziende, Vigor Trani e privatizzazioni»: il consigliere Barresi scrive al sindaco

Anna Maria Barresi, consigliere comunale di opposizione, indipendente, ha inviato alla stampa la lettera mandata al sindaco, Amedeo Bottaro: «Dopo la farsa delle dimissioni virtuali di tutti gli organi istituzionali, ci saremmo aspettati un gesto forte da parte del sindaco e quindi anche le sue dimissioni. Avrebbe così evidenziato evidenziando così il suo stato di uomo, politicamente, libero e coerente.

Ci saremmo aspettati le dimissioni dell’amministratore unico di Amiu dott. Guadagnolo e di Amet dott. Danisi. Certamente, ma alla fine chi ne pagherà le conseguenze sarà solo il presidente di Amet Antonio Mazzilli.

In un prossimo futuro assisteremo a ben poca cosa per la nostra città, anche perché l’assuefazione dei consiglieri alle volontà bottariane è ormai cosa ben consolidata, definita e completata.

Revisione del  Pug. Domanda: chi sta mettendo mano? C’è condivisione con le associazioni e i professionisti di questa città o resta riservato a pochi intimi?

Raccolta differenziata. Partirà ad ottobre, massimo novembre 2018, ma con quali soldi intendete farla? Nella speranza però, che prima si mettano a posto i soldi del post-esercizio, da cui ci si è alimentati finora, prelevando circa 5.000.000 di euro (vedi ordinanza del sindaco di  settembre 2015).

Lo spacchettamento di Amiu spa, affidato al notaio in questi giorni, serve a creare un’azienda fantasma “servizi” (calderone di debiti e improduttiva) e una denominata “impianti”, appetibile per qualche straniero.  Poi assisteremo alla fuga di dipendenti, che vorranno stare dalla parte giusta per non cadere nell’oblio dell’altra società. Inoltre, occorre ricordare che inizierà la corsa per la politica, attribuendo dopo lo spacchettamento e la nascita, nuovi posti in cda. La fetta più grossa in Amiu, scusate ex Amiu, è data dalla gestione impianti che accorpa: biogas-percolato-ricicleria –produzione del CSS EoW, ovvero combustibile solido secondario , per i più profani una specie di impianto inceneritore ed infine la discarica.  Riepilogando, si prevedono innumerevoli appalti.

Parliamo di “Amet” e per essere più chiari con i cittadini, occorre spiegare che dopo l’effetto del decreto Madia, per l’Amet, lo spacchettamento è già avvenuto, anche se ad accorgersene sono stati in pochi (vedi Zitoli che si è soffermata al momento solo sul personale). 

Il sindaco accenna lievemente al fatto che il settore vendita vedrà a breve l’ingresso in Amet di un socio privato, il quale deve essere bello ma anche grosso, perché deve portare di suo anche la vendita di gas e offrire multi servizi (Heracomm-Sorgenia-Engie-Eni gas e luce-Acea), qui l’appalto diverrà più interessante ed in ogni caso facciamo presente ai cittadini che questi grandi gruppi pretendono almeno il 51% del pacchetto azionario, ovvero il controllo totale del gruppo, per poter concentrare il mercato nelle loro mani.

L’importante è sapere che a loro interessa solo assorbire i 28.000 utenti del mercato di maggior tutela di ex Amet, scusate se tutto diventa ex, (ex Amiu ex Amet poi arriverà anche ex Stp).

Giustamente, come riferisce il sindaco, dobbiamo appoggiarci ad un piano industriale; ma voglio ricordare, in primis a me stessa, che fu già ordinato e pagato un piano industriale alquanto generico costatoci circa 40.000 euro.

Sport. Sarei più che d’accordo per la riqualificazione dei due palazzetti dello sport (ora finalmente i portinai non lo fanno più i vigili, a qualcosa è servito scriverlo, ma nasce una nuova forma di anomalia, da oggi sono le società sportive che vanno direttamente al comando di polizia urbana a ritirare le chiavi!).

Inoltre gradirei far conoscere alla maggior parte dell’amministrazione un argomento che credo sia passato in sordina e non sia stato ben focalizzato da parte di molti consiglieri della maggioranza. Credo che l’intervista e le dichiarazioni forti del capitano della Vigor Trani, il sig. Cantatore, del 12/4/2018, attendono un intervento da parte degli organi competenti e molti sono ancora in attesa di una risposta. Per meglio esplicitare la questione vi comunico che il capitano del Trani, pubblicamente, in un comunicato, asseriva di essere senza stipendio da tempo e che qualcuno avrebbe gestito la società anche con i soldi che il Comune di Trani dava alla Vigor per la gestione dello stadio. A questo punto tutto è più chiaro e capiamo perché la manutenzione dello stadio non è il massimo: forse perché il denaro che veniva versato dal Comune serviva per altri scopi.

Ora, una domanda sorge spontanea: come mai nessuno sia intervenuto dopo queste affermazioni di grande rilevanza, tra l’altro pubbliche e documentate?

Infine, arriviamo al mare e ad altre bellezze. La costa rinasce grazie ai privati, Palazzo Beltrani gestione privata, monastero presto verrà privatizzato, biblioteca gestione appaltata da privato. Ma quali sono ormai le cose pubbliche rimaste tali? Ora ci aspettiamo la gestione del comune in mano ai privati?

Per il turismo, un sindaco attento avrebbe immediatamente rivalutato la darsena comunale (attenti all’ingresso dell’ennesimo privato, a cui pensa il sindaco) lasciando, con una semplice mossa, ad Amet il 95% degli incassi dei proventi di ormeggio e non trattenere inutilmente somme che il Comune incamera senza investire in infrastrutture.

Su questo argomento e su come si poteva procedere, ebbi modo di discuterne quando ero in maggioranza, ma se non c’è condivisione e ascolto, come lamentano i consiglieri oggi al governo, questo è il risultato.

Resisti Trani, c’è chi non ti abbandona».


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