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Acque per i campi dal depuratore di Trani: verso l'aggiudicazione la prima gara

L'impianto di trasformazione delle acque reflue del depuratore comunale, in irrigue per l'agricoltura, sta per fare segnare il primo passo concreto attraverso l'aggiudicazione della progettazione all'esito del bando di gara emanato da Comune di Trani alla fine del 2017. Attraverso questo primo bando, prossimo all'aggiudicazione, si definirà il progettista dell'impianto. Successivamente si passerà alla realizzazione della vera e propria struttura, per la quale il Comune di Trani ha beneficiato di un finanziamento regionale di circa 8 milioni di euro.

Il primo appalto, di 389.846 euro, con procedura telematica, ha riguardato l’affidamento dell’incarico professionale di progettazione definitiva, esecutiva, direzione lavori, misure e contabilità e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, compresa la redazione della relazione geologica e la redazione della relazione agronomica. L’intervento da progettare, come detto, riguarda il riutilizzo in agricoltura delle acque reflue in adempimento alle procedure finalizzate all’affinamento ed al riutilizzo prescritte dalla legge regionale numero 27 del 21 ottobre 2008.

Il riutilizzo in agricoltura delle acque reflue, considerata la crescente richiesta di acqua per uso umano, è sempre più spesso raccomandato dagli organismi internazionali che promuovono uno sviluppo sostenibile soprattutto nei territori in cui la risorsa idrica scarseggia.

Anche a livello nazionale questa pratica virtuosa viene sempre più spesso auspicata come alternativa alle risorse idriche convenzionali specie in zone, quali il Mezzogiorno, nelle quali ad una forte vocazione agricola si contrappone una cronica scarsezza di risorse idriche.

L’Amministrazione comunale di Trani, sensibile alla problematica ed in armonia con la politica regionale, ha interessato le categorie produttive del territorio per la manifestazione di interesse all’utilizzo delle acque reflue del depuratore a servizio dell’abitato.

Il mondo agricolo tranese, primo a soffrire per la penuria di acqua nelle campagne, prontamente si è organizzato costituendo il Consorzio agricoltori tranesi e manifestando all’amministrazione comunale, a dicembre del 2016, l’interesse all’utilizzo delle acque reflue depurate per uso irriguo, per integrare le necessità di una vasta area di 2.500 ettari di pregiate colture, quali vigneti, frutteti, oliveti, ortaggi, ampliando così i propri settori di coltivazione, commercializzazione e stoccaggio dei prodotti agricoli.

In tal modo, il territorio di Trani potrà avere benefici dal punto di vista ambientale e della tutela delle acque del litorale e potrà puntare su una realtà irrigua collettiva, alimentata da acque reflue, per tutelare e salvaguardare la società agricola locale e non solo, riducendo considerevolmente gli attuali costi dell’acqua.

«Non sono da sottovalutare - hanno sempre fatto osservare il consigliere regionale Mimmo Santorsola ed l'assessore comunale all'agricoltura, Michele di Gregorio - i risvolti occupazionali, sia in fase di adeguamento e realizzazione dell’impianto che nella fase di esercizio, ed ancora delle attività dell’indotto che ruota intorno alle aree irrigue di una significativa estensione, già munita di rete distributrice».


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